Sunday, 24 November 2013

Pensieri di tenerezza e puttane

E' stata una giornata ricca di solitudine, quella di ieri, e dunque gravida di pensieri, immagini, occasioni di introspezione ed opportunita' di confronto.



Mentre seduto al tavolino di un bar del centro sorseggiavo oziosamente dell'ottima cioccolata, diverse circostanze contingenti, una voce simile ad una gia' udita, un viso familiare benche' sconosciuto, l'intrimissione del piano terapeutico nel lento scorrere del pomeriggio, mi suggerivano altrettanti argomenti, ed una esigenza particolare di unita' mi costringeva, o almeno mi suggeriva, di tenere assieme ogni sensazione, di legare tra loro individui che non si conosceranno mai, e che solo in me hanno intersezione invisibile ma non nulla.

Abbiamo parlato di puttane, l'ultima volta.

Se avessi avuto certezza di non essere ascoltato da orecchie indiscrete, le avrei senza alcun problema detto delle mie esperienze, delle conseguenti impressioni, che di fatto concordano in parte con le nostre ipotesi.

Avrei aggiunto che nonostante il desiderio della carne, ne' la necessita' ancora piu' impellente della bellezza non siano scemate, al limite e' l'equilibrio tra questi due istinti ad essere soggetto a continui mutamenti, ormai le mie visite interessate a domicili sempre diversi si fanno sempre meno frequenti, e per ragioni che emergono ineguali tra loro dal marasma che e' qui dentro.
 
Avrei tralasciato dettagli inutili, ed ogni parvenza di giustificazione, e soprattutto le avrei raccontato di alcune delle ragazze con le quali sono stato.

Ho stretto a me creaturine troppo esili per poter nascondere in qualche parte cupidigia, malizia, crudezza d'intenti.

Sono ancora qui, da qualche parte in citta', ed ogni giorno ritardano la decisione di smettere, di prospettare un futuro, di dedicarsi ad un progetto a lungo termine.

Se mi limitassi a riversare qui la cronologia esatta delle mie giornate, ridurrei queste pagine a mera copia di cio' che io sono.

E' necessario uno sforzo, la scintilla che scocca al radunare violento tante idee nell'intorno angusto dell'"adesso" perche' dalla stupida cronaca possa emergere un'intuizione raffinata e dopotutto non mia.

Cosi' Carmen, la piu' delicata e fragile di quelle ragazze, l'ho ritrovata ieri notte, quando verso le undici un garzone si e' presentato alla mia porta con il cartone di una pizza ordinata all'ultimo minuto.

Decine di volte, quando la fame arriva di colpo ma un motivo qualunque mi tiene lontano dai fornelli, mi sono affidato ai servizi di consegna a domicilio, e quasi sempre alla porta si presentano ragazzi giovani, spesso nord arficani o pakistani.

Ieri un capellino stinto nascondeva forse calvizie, e gli occhiali da vista, ed il passo stanco, il respiro affannato, erano quelli di un vecchio, costretto chissa' come a quella professione umile ed inadatta ad ossa gia' consumate da tanti inverni, a muscoli ingrigiti da qualche eccesso.

...

Un giorno, passeggiando per le vie del centro, girovagando senza un disegno ne' pensieri in mente, ho preso coscienza di me nelle prossimita' del bordello dove Carmen forse ancora oggi aspetta, come allora, seduta un poco irrigidita su un divano dalle pelli logore, marcio e dalle cuciture sdrucite dal contatto di troppi pelli nude.

Non avevo messo in conto di vederla, non mi ero 'preparato' ad un incontro, e tuttavia senza pensarci due volte mi infilai per la viuzza laterale, e poi sotto l'insegna luminosa che indica agli infelici, a me come a lei, al limite la direzione da seguire, ma certamente non la meta.

In cuor mio mi auguravo di non trovarla: le avevo dato suggerimenti per un futuro migliore, piu' prospero e sicuro, in un paese dove la sua professione e' regolamentata, remunerata piu' generosamente, sicura quanto lo puo' essere, e mi ero illuso d'averla convinta.

Era li, ed al mio ingresso sorrise.

Non sapendo come gestire la cosa, chiesi di passare mezz'ora con lei.

Avrei voluto parlarle, avrei voluto che mi aggiornasse sulla salute di sua sorella, ma in un attimo eravamo entrambi nudi ed una volta di piu' impreparati.

No comments:

Post a Comment