Saturday, 9 November 2013

Partenza

Parto per il continente, dove mi tratterra' quasi una settimana un'ennesima conferenza, e dunque altri snack da consumare tra una presentazione ed una dimostrazione sperimentale, ulteriori chiacchiere amichevoli con colleghi ritrovati per caso, e serie infinite di domande da porre o da contrastare.



Tirano ancora i punti di sutura al'altezza dell'ombelico per il recente intervento, e la vista e' confusa, ed ogni linea ha un suo doppione, ed ogni luce una lunga scia rumorosa.

Sono esausto, un po' avvilito da un problema la cui soluzione sembra ritardarsi se non sbriciolarsi in un confronto impietoso con uno, due, tre tentativi fallimentari ...

E tuttavia non smetto i miei progetti.

Adesso che vedo cosi' male, ed e' tremendo soprattutto perche' fatico a riconoscere le belle, ad inseguirle mentre passeggiano, a catturare i loro gesti piu' pudici e provocanti, e' davvero necessario averla sulle punte delle dita, la donna.

E se temo di non recuperare entro poche settimane, e' indispensabile che ricompensi ad una prospettiva tanto pesante affidando agli altri sensi, a tutti e quattro, il compito di ovviare alle mancanze della vista.

Ho dovuto rinunciare alle amatissime passeggiate.

Non mi fido a camminare per i boschi, dove radici, pozzanghere, pietre scivolose oggi sarebbero incognite, e l'oro dell'autunno macchie rifrangenti, e fatico a leggere.

Ti penso, ed ho il desiderio di un po' di tranquillita', per scriverti di nuovo, dall'inizio, ancora una volta.

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