Wednesday, 9 October 2013

Pensieri

La poesia non e' appannaggio della parola, non e' una sua servitu'.

D'altra parte e' evidente: un poeta non smette la sua sensibilita' quando dallo scrittoio trasla agli ambienti della vita quotidiana, e diverse tra le infinite figure retoriche di cui annotano i manuali, i nomi di quasi tutte mi fanno rimpiangere di non conoscere il greco antico, esistono prima di verbi, aggettivi, sillabe.




Cosi' la poesia e' davvero per tutti, e non solo per i virtuosi del dizionario, per i fini conoscitori di una tecnica raffinata.

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Alla fine di ogni progetto sempre si accumulano in ufficio foglietti, pagine strappate, diagrammi.

Ho una pila di carte, boccheggio in un oceano di idee sparpagliate qua e la.

Equivalgono non al genio di una scoperta, la mia mediocrita' scientifica e' piuttosto imbarazzante, ma al tempo che ho dedicato al lavoro, e finito cosi' per barattare con altro, ad esempio la vicinanza a chi amo, la costruzione di un carattere commensurabile ad un bisogno, ad un desiderio.

Diro' oltre perche' ritengo rischiosa ma saggia la mia condotta, di fatto isolandomi mi tutela, e preferisco qui solo prolungarmi sul tributo che rendo alla 'poesia'.

Prendo quel materiale ormai esausto, forse sterile.

Ne faccio carta per pacchetti regalo, barchette ed altri origami, segnalibri, coriandoli per bambini.

Sono la sostanza empirica, laddove questi pensieri restano invisibili, del mio tempo, il suo prodotto bizzarro.


Questo dono a chi non so come amare.

Il tempo, che passato assieme forse degraderebbe entrambi, e che io mi ostino a dedicare a questo nulla, torna a te in forma innocua, ed e' pura metafora di ogni cosa.

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