Sunday, 27 October 2013

Erotica

Ancora una nottata movimentata di sogni, ed ancora una vicenda erotica da ricordare, riconsiderare ... sperimentare.

C'e' una categoria a se', profondamente diversa tra le varie che costituiscono la dimensione dell'erotismo onirico: quella che ci pone in intimita' con individui che conosciamo.


L'ultima mia vicenda non si riferisce ad un corpo anonimo, a seni che non esistono, ad un sesso per definizione indefinibile.

Lei ha un nome, piu' volte ne ho osservato al mio fianco il corpicino, sensuale benche' castigato da abbigliamento quasi monacale,  e ne conosco la voce allegra per averla ascoltata per ore.

Abbiamo lieti ricordi comuni.

C'e' di piu': un giorno potrei dirle di queste immagini, decidendo di fermarmi quando opportuno o necessario, e scegliere se lasciar intendere od occultare lo svolgimento successivo ed infuocato di una trama inizialmente innocua, al limite curiosa.

Certo non mi immagino di trovarla gia' nuda nel mio letto, una donna simile.
E cosi' neppure nel sogno lei e' ridotta a corpo.
Per quanto calda e profumata possa essere la sua carne, non sono mai riuscito a spogliarla di un'anima imprevedibile e giocosa.

Stiamo discutendo, con dei pedanti filosofi, di Platone.

Nello studio della filosofia antica, e' mia modestissima impressione, una delle grandi difficolta' e' la distanza temporale che ci separa dai suoi grandi autori. Questa lontananza ha permesso al linguaggio di cambiare a tal punto da rendere in parte incomprensibile perfino la prosa di quel tempo, figurarsi la poetica.

Si discute in modo animato di 'essere' ed 'apparenza' ... ma il loro punto di vista mi pare non esprima nulla, nonostante un certo virtuosismo lessicale, nonostante il ricorso ad effetti speciali,  sciarade, assonanze, argomenti di sottile ambiguita'.

Io e Clara, per nostra cultura abituati ad una certa chiarezza espositiva, ed alla rigidita' imposta da un metodo che non consente giochi di prestigio, in un primo momento siamo davvero travolti dal fiume delle parole, vaghe, dunque inconfutabili, dei sedicenti filosofi.

In aggiunta alla confusione, stiamo anche subendo ingiurie ed insulti piuttosto espliciti, volti a ridicolizzare la 'nostra' fisica.

Ad un certo punto un colpo di genio, assolutamente insensato: trovo un passo di Platone in cui il maestro esprime cio' di cui si puo' avere esperienza come composto di due nature alternative: l'essere o l'apparire appunto, che subito dopo ridefinisce come 'assoluto' o 'relativo'.

Da un libro che nessuno ha mai scritto, ma che nella dimensione onirica e' gia' alla 40-esima ristampa, traggo delle proposizioni di Isaac Newton, che in un passo a suo modo ulteriormente definisce ogni sistema osservabile come 'inerziale' o 'non inerziale', ed ancora, a glossa, 'assoluto' o 'relativo'.

E' fatta: sono riuscito a mettere in comunicazione questi due grandi, dimostrando che il ciarlare dei nostri interlocutori non era che degrado ridicolo del pensiero di Platone, che pur con un linguaggio diverso affermo' lo stesso concetto del grande Newton.

I filosofastri della domenica sono sconfitti, e lagnandosi se ne vanno.

Clara e' invece raggiante: felicissima si avvicina, si avvinghia a me.
Me la trovo cosi' addosso: strette le braccia al collo, le gambe pure incrociate all'altezza della mia schiena ... ed il suo sesso che preme sul mio.

Si congratula con me, mi dice belle cose, mi ringrazia delle belle idee che le ho suggerito ... mi domanda come mai potra' dimostrarmi la sua amicizia.

Ed intanto i suoi occhi si fanno grandi, ammiccano, e non smettono di essere puri, pur essendo ormai ardenti di desiderio.

E' un attimo: ci troviamo in una stanzetta, e lei, senza neppure essersi spogliata del tutto, mi offre il suo corpicino.

Quei pantaloni sfilati a meta', che la lasciano nuda giusto dalla vita alle ginocchia, mi dicono 'Dai Gio, che fai? Sbrigati! Non l'hai capito che lo voglio da sempre, che lo desidero da impazzire? Sono qui, adesso, vieni!'.

La prendo con tutta la foga di cui sono capace.

La sua voce, che per un attimo e' ancora ridente, allegra, si fa piano piano gemiti, mormorii ...

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