Sunday, 28 July 2013

Pensieri sul nulla

Ieri sera sono andato a cena fuori, e poi, di corsa perche' un po' in tirardo, ad un concerto di Flamenco.


Non ero solo: con me erano David e Paula, due amici di lunga data.

Li conosco da un bel po' di tempo, anche se non riesco a rendermene conto davvero, vista la mia incapacita' di concentrarmi su altro che non la Donna.


Devo dunque servirmi di un calendario ed incrociare dati diversi per poter stabilire senza timor di smentita che ci siamo incontrati per la prima volta piu' di 5 anni fa, a ##.

Io allora ero un Ph.D. al primo anno, loro due studenti alla fine del Master.

Anche prima di impararne i nomi, di individuare tra lor quelli che sono gli sguardi degli innamorati, li vedevo girare per i corridoi dell'istituto, attendere in ansia alle stesse porte nelle quali io mi infilavo, cercare tra i piatti del giorno qualcosa di commestibile in mensa.

Mi capito' perfino di sorvegliargli durante alcuni esami, ed ora che evoco quell'istanti, in cui amichevolmente smorzavo ogni tensione con sense of humor e sorrisi, li ricordo tesi e nervosi assieme a Francis, a Karl, e ai tanti altri oggi sparsi qua e la nel mondo, e che mi riconoscono ai Workshops, alle conferenze.

Cosa voglio dirti?

Oh, nulla di che:  abbiamo amici e memorie comuni, a ##, e cosi' abbiamo rivissuto aneddoti, collocato personaggi improbabili in eventi esilaranti, annunciato nascite, spettegolato da consumati commedianti sui miei numerosissimi flirt con questa o quella bella donna.

...

Chi lo sa ... forse faro' un salto a ## durante le mie vacanze, che progetto per fine agosto.


Non l'annuncero' a nessuno, e mi terro' fino all'ultimo la possibilita' di passarvi solamente, senza lasciar traccia alcuna.

Non sara' indolore rendersi conto che le mie abitudini, le nostre, parcheggiare le motociclette al 'nostro' posto, ordinare una piadina alla 'nostra' tavola calda, scendere alla 'nostra' fermata sono svanite.

Quella citta' si e' dimenticata di me piu' in fretta di quanto io non sia riuscito a liberarmene.

E' sempre cosi'.

Per questo io non amo tornare indietro.


Non voglio rassegnarmi alla piu' cruda tra le evidenze: che tutti questi miei sono pensieri sul nulla.

Tornare indietro e' scoprire che non sono stato, e dunque sono, altro che un'ombra.

2 comments:

  1. Io sono tornata indietro e ci sono tornata per la mia famiglia, poco importa se la gente si ricorda di me, ne conoscerò di nuovi.
    Pensa che i miei vicini di casa che sono vecchietti mi hanno già regalato dolci e tre piante i fiori senza che io abbia fatto nulla per riceverli.
    Probabilmente il sud è più accogliente ma l'unica cosa che conta sono gli affetti familiari, solidi, eterni e solo quando si perdono ci si rende conto del loro effettivo valore.
    Io l'ho capito e sono tornata in tempo per godermi quello che è rimasto della mia famiglia.
    Ti abbraccio Gio!

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    1. Gioisco per te, carissima Marisa :-)

      Io per ora continuo a fare l'avventuriero ... dopotutto e' inebriante!

      A presto!

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