Monday, 8 July 2013

Pensieri incompleti


Sull'autobus che dal centro scendeva ozioso verso la stazione ferroviaria un tale, timidamente, strimpellava poche noticine alla chitarra.

Io intanto, dal finestrino, guardavo le belle gambe delle ragazze, cosi' liete e partecipi alla purezza del sole, al suo ardore contagioso.



Dall'altra parte del cristallo non erano sole, quelle belle donne.
Li, accanto a loro, a sfiorarle, a coglierne i volumi ed i segreti, erano i miei pensieri, l'attivita' onirica incessante cui sempre piu' dedico tempo e risorse.

Oltre a tante ragioni superficiali ed avvilenti di questa serenita' attuale, il fascino della citta', l'incontro comunque quotidiano con la grazia e la sensualita' delle femmine, sussistono lo stesso gli autentici motivi, preziosi, che soli davvero certificano la mia stabilita': la solitudine quasi derisa dalla franchezza del mondo, il dolore che non puo' davvero fraintendersi, la paura che dei legami che sto cercando di intrecciare con Monique e Julia forse nulla sara'.

Ho camminato per un'ora soltanto nel parco, dove un cane spaventato dal mio incedere minaccioso ha propiziato un'amabile discussione con una nonnina vivace e curiosa del mondo.

Erano gia' le sei del pomeriggio, ed io attendevo alla fermata dell'autobus la vettura che mi avrebbe ricondotto a casa, ed il completamento di un lungo ragionamento.

Salito sul pullman, la mia attenzione e' stata subito catturata da una ragazza baciata dal sole, dal costume scuro ben visibile sotto la gonna leggera.

Non l'ho guardata che per un'istante.

Davanti, erano sedute due ragazze orientali.

Una teneva tra le mani un ampio foglio da disegno, gia' per me te colorato, e dal mio posto riconoscevo benissimo tra mare e cielo l'isola che, dal colle, io stesso il giorno prima avevo ammirato di lontano.


Era splendidamente incompleto, quell'acquarello.
Incompleto come i miei pensieri.

C'e' piu' del reale, al mondo.
Ci sono le diverse interpretazioni che ne diamo.
Cosi' la ricchezza di un rapporto umano e' la presenza dell'altro e nell'altro, e l'apostasia della nostra finitezza il dolce compenso di una vita sognante.

2 comments:

  1. Splendidamente incompleto... mi piace...

    Ma forse tutti lo siamo e il nostro affannarci non è altro che la ricerca di un'impossibile completezza che non esiste.

    Come del resto la felicità, che appena raggiunta già diventa noia.

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  2. Tutto e' preda del caos ... che rimescola di continuo le carte, affidandole poi alla severe leggi della natura.

    Ciao :-)

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