Saturday, 6 July 2013

Il diritto di ognuno

Il diritto di ognuno e' la felicita'.

Ho camminato anche oggi per ore, nella splendida solitudine che solo le ordinazioni al banco ed i rapidi cenni d'intesa con autusti e passanti sembrano interrompere.

Di ritorno a casa, stanco e sereno, sono passato davanti ad un locale aperto da poco.

C'e' spazio giusto per un tavolo per quattro persone in quell'ambiente angusto e trafficato, dove, se credi ai volantini che sono finiti anche a casa mia, puoi trovare il miglior kebab di tutta la citta'.

(mi opprime la commozione di cio' che ho visto e non sapro' comunicarti)

Quel tavolo, stasera, era occupato.

Vi sedeva una famiglia nordafricana, al piu' medio-orientale.

Vi sedeva, per una volta a suo agio e nonostante le luci sfavillanti ed un puzzo di fritto che invadeva perfino la strada, un vecchio in abiti di bazar.

In quella mensa ideata per attrarre in settimana frotte di studenti e scavezzacollo varii, ritrovava quell'intimita' che solamente un contorno conosciuto, familiare, amichevole sa donare.

Il contorno dell'ospitalita' scontata del padrone di casa, di regole e parole a lui conosciute.

A fianco era sbilenco e occhialuto un bimbo dal cranio quasi infossato nella gabbia toracica, troppo larga e sgangherata per poter significare altro che non 'male'.

Era felice delle sue patatine fritte, di quel bicchiere che la mamma gli riempiva di coca cola.

Dentro ho sentito l'asprezza, le fratture, le umiliazioni del suo futuro, che sono quelle del mio passato.

E ho capito che il diritto di ognuno e' la felicita'.

11 comments:

  1. Il diritto...già! :( Mi sai spiegare perché capitano questi gravi fatti...anche in vacanza??
    Sono tristissima! :((
    Spero che tu stia bene!
    Buona domenica.
    bacio

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  2. Mi spiace, Gio...

    La felicità non esiste...

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  3. Accidenti che negatività i commenti qui sopra! Non sono sicura che la felicità sia un 'diritto' - non ho provee a sostegno di tale ipotesi e da scienziata non posso quindi confermarla, neanche con il benestare dell'approssimazione.
    Però quel ragazzino non è detto che avrà esperienze analoghe a quelle del tuo passato e sai... alla fine, con un po' di orgoglio e arroganza, io penso sempre che siamo oggi anche il risultato di quelle - e pure di quelle brutte - e non siamo venuti fuori così male, sappiamo essere felici di nulla e sorridere un sacco, oltre al fatto che il dolore lo gestiamo perfettamente pur se a tratti ci devasta e ci manda fuori di testa.
    Chi di noi può dirsi così fortunato e così felice, alla fine? ;-)

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  4. No, non esiste questo diritto, lo so bene.
    Ma la scrittura non si limita ad argomenti ragionati, ma traduce l'intimo sentire, le speranze, perfino quelle piu' ingenue.

    Io in quell'attimo ho desiderato con tutto me stesso che una legge non scritta, possibilmente divina, sancisse questo diritto.

    Ma hai ragione, mia Dea.

    Se c'e' una cosa di cui la mia vita, accidentata, imprevedibile, dolorosa, mi ha convinto e' che la felicita', alle volte, sappiamo costruircela noi.

    Oggi io ho camminato per ore tra boschi e prati, lungo sentieri fangosi e per ciottolati bruciati dal sole (ok ... questa e' un'iperbole bella e buona ;-) ) e l'ho sfiorata, questa benedetta serenita'.

    Mentre camminavo, ed il segnale andava e veniva, ho letto le parole che mi avete sussurrato.

    Ho penato con te, Sara, perche' so bene quanto questo valore ematico ci metta ansia addosso.
    Ho digrignato i denti, Mist, odiando chi ti ha fatto soffrire.
    Ho improvvisato dotte cialtronerie con le quali t'avrei fatto una corte buffa e tenerissima, Minerva.

    Ed ho immaginato voi su quel sentiero, liete di scoprire un angolo suggestivo, di godere un po' dell'ombra degli alberi, del canto degli uccelli.

    A presto

    Gio

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    1. baciotto grande! :) posso copiarla nel mio blog?

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    2. Certo :-)
      Ma tu prendi Sintrom o Cumadin?

      Forza Sara!

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    3. Il sintrom 4! Dicono che è molto più forte! Con il cumadin per due anni non sono stata sopra il 2!Sempre epariana.
      la dose giornaliera è 1 e mezza o 1 e tre quarti. Il problema è che il dosaggio aumenta ogni anno!
      bacio
      Ps perché non commenti mai da me?

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  5. "La felicità, alle volte, sappiamo costruircela noi": una verità che imparo giorno dopo giorno.
    Sono attimi.
    A volte brevi. Ma esistono. E non possiamo che goderne.
    Come sempre hai accarezzato il mio cuore.
    :-*

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    1. E poi, Finnicella, c'e' quell'amplissimo, complicato ed irresistibile mondo che e' 'l'altro'.

      Io non ho che succedanei tutti interiori, che al piu' vivono di suggestioni, di quel che potrebbe essere.

      E' una lunga preparazione :-)

      A presto, bellissima.

      Gio

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  6. Penso che la felicità più che un diritto sia una chimera, un'utopia. Per come la si intende spesso: un qualcosa che dura e dura..e dura..Invece, forse, dovremmo arrenderi all'evidenza che sarà solo un'accozzaglia di istanti,brevi,fugaci. Anche se fossimo felici, umani igordi quali siamo, troveremmo di certo qualcosa per lamentarci, con buona pace della felicità.
    Ultimamente mi ripeto che "merito" un pò di felicità..e una felicità che non dura solo un istante ma almeno qualche giorno..o almeno la serenità, la tranquillità..ecco..m'accontenterei..ma anche quello...
    Bello quel che hai scritto..:-)

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    1. Quanti misteri ho in testa.

      Un abbraccio, l'amore o una qualche forma d'affetto ... oppure la serenita' di un saggio eremita e vagabondo.

      Io ancora non so cosa inseguire.

      A te auguro quel che desideri :-)

      Gio

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