Sunday, 2 June 2013

Sognarti


Sei entrata nel mio sogno intatta, eterea, e li sei rimasta identica a te stessa.

Neppure per un secondo ho avuto la prepotenza, la presunzione o la semplice capacita' di poter disvelare l'ineffabile mistero di pensieri, di lacrime, di metafore che carezzano, incupiscono, nascondono l'animo tuo, di fronte al quale, adesso ne ho dimostrazione, soccombe perfino l'inconscio.


Siamo a letto ma non indaffarati nella meticolosa e gioiosissima esplorazione dei corpi, ne' nell'ardente passione che vi segue, ne' nel tenero compenso che perfeziona il compimento dell'unione.

Stiamo leggendo, e forse fantasticando.

Tu indossi una vestaglia corta, gia' semi-trasparente, e piu' di una volta, se per caso ti alzi per venirmi vicina per parlare, io vedo li sotto, dove non scende il tessuto trattenuto da una piega, il profilo delle labbra sporgenti della fica, e goffamente allora mi tolgo gli occhiali, e come sentendomi fuori luogo perfino solo a pronunciare quella parola, 'fica', se riferita a te, alla tua, dico solo che 'ecco, senza occhiali non vedo nulla', e torno a discutere, pensare.

Assieme leggiamo una pagina del tuo libro, dove l'autore intende coinvolgerci in cogitazioni apparentemente superficiali.

Ci ritroviamo cosi' a rispondere ad una serie di domande espliciti sulla timidezza, sulla meccanica dei sentimenti, sulla ragionevolezza del dubbio, sulla prudenza ...

Il confronto e' illuminante.

Mi rendo conto che gli anni che ci separano sono intervenuti come gelo sulle mie idee, che non sono piu' liquide, incerte, vorticose come le tue, e la cui solidita' tuttavia non riesco a riconoscere che fasulla benche' non illusoria, sconveniente e ottusa poiche'  dovuta al caso che in un istante, certamente di distacco e dolore, catturo' per renderla immobile la forma dei pensieri, delle gerarchie, delle leggi altrimenti effimere e transitorie dell'educazione sentimentale.

Per un istante vedo chiarissimamente, Valentina, la nostra sovrapposizione: io sono uno mondo aguzzo, ed evoco l'asprezza del monte, il colore azzurro e bianco di ghiacci e minerali che affiorano in superficie, e tu sei un fluido che in quell'ambiente glaciale, ipertrofico e immobile dilaga, e danza, e s'infrange ed infrange, animato da una forza invisibile ed ancora vitale.

Riesco a trattenerti ancora con me.

Solo ora mi rendo conto che ci troviamo a ##, la mia citta' natale.

Che miracoli ... da che sono quassu' ormai non ci torno che solo un paio di volte all'anno!

E' notte fonda, ma lo stesso decido di portarti a visitare la citta'.

Scendiamo in strada.

Tu, silenziosa, senza guardarmi mai negli occhi, mi prendi per mano.

Io ti giuro che stanotte tu mi hai preso davvero per mano.
Io l'ho sentito, io l'ho vissuto.

Prima andiamo a visitare i quartieri alti, e ti porto dietro la chiesetta di ##.

Le lapidi dei cimiteri, alla luce sidelare della luna vibrano, e riflettono tutt'attorno l'argento della notte.

Sono sereno, perche' so che la bellezza che tu intendi e' esattamente quella per cui io ho camminato, esplorato, faticato.

Mi troverei a disagio con una donna cui non potessi offrire i miei tesori.

Ma tu ... tu, ne sono certo, non avrai fretta ... non vorrai cercare le vie dello shopping, non sarai impaziente, non ti lamenterai se il terriccio e' fangoso.

Tu sei Valentina.

5 comments:

  1. Non so quale città tu descriva.

    Ma la chiesa... il cimitero... mi ricorda molto quello collinare, di cui non ho mai conosciuto il nome, dove un tempo andavo la notte a passeggiare, fra lapidi antiche, prima che un lucchetto mi chiudesse fuori.

    I vivi non hanno nulla di cui temere, dai morti, che invece sono così terrorizzati dai viventi da doversi rinchiudere in gabbia.

    Ed esiliare me da un posto di quiete infinita.

    ReplyDelete
    Replies
    1. Ho dimenticato di aggiungere che mi hai fatta sognare, per qualche minuto.

      E' una bella novità, in mezzo ai tanti incubi.

      Grazie!

      Delete
    2. Sono compresso dal lavoro - anche ora sono in ufficio.

      Prima della meta' di giugno non sapro' tornare alla tranquillita' necessaria per scrivere davvero con cura dei miei pensieri - dei sogni.

      A presto allora :-)

      Gio

      Delete
    3. Intenso, misterioso, diretto , inesplorato...in una sola semplice parola..bellissimo!

      Delete
    4. Grazie :-)

      Ho un talento davvero notevole nell'arte del sogno.

      Io chiudo gli occhi curioso la notte.
      Spessissimo vivo, o rivivo, nel sogno le emozioni piu' intense del giorno.

      E' una fortuna notevole la mia.

      Gio

      Delete