Monday, 3 June 2013

Al diavolo le paure


Al diavolo le paure.

Non credo leggerai questo messaggio, ma non lo posso escludere.

In ogni caso non replicare, non scrivermi, non fraintendere ... e soprattutto resta celata nel dubbio dove ho voluto rifugiarti, li dove solamente puo' baluginare la speranza, idiota e colpevole, che tu sia felice, amata, serena.

Prendi queste parole come l'affermazione del mio affetto intatto ed infinito per te e fanne cio' che vuoi - affidati a loro quando tremi, ricordatene quando dubiti di te stessa ... ma resta lontana, tu che per me sei droga, e forse veleno.

Non voglio sapere nulla di te.
Nulla.

Sono efferatamente esplicito, ma non per questo devi proiettare un'ombra di mio risentimeno o dolore su di te: sto bene, tutto qui.

Che meraviglia scoprire lungo il corso del fiume un vecchio mulino, quasi rapito e traslato altrove, in una dimensione fiabesca, da folti rampicanti e muschi schiumosi, e tra gli alberi, tenacemente ostili ed eroici superstiti all'ingordigia della citta', arroccati come soldati attorno ad un linea difensiva che ormai non contiene piu' alcuna superficie e tuttavia custodisce la sorgente stessa della vita, macchie di lilla', cespugli stellati di bacche rossastre, e conigli pasciuti zompettare qua e la, e infilarsi lesti nel sottobosco quando un ti avvicini.

Dall'alto scendeva il canto degli uccelli selvatici, ed io non ero piu' in una citta' industriosa e marziale, ma in una dimensione finalmente di serenita', dove contemplare la divinita' non imponeva piu' l'ingombrante presenza di dogmi, comandamenti, ne' doveva ignorare l'ipocrisie inevitabil ed assordanti dell'intimo contrasto tra fede, amministrazione della fede, adeguamento alla fede.

Avanzavo lentamente in quell'angolo fino ad ieri sconosciuto di ##, e non finivo di sorprendermi.

In un momento di consapevolezza, nell'attimo stesso in cui scivolavo dall'egoismo della contemplazione individuale al desiderio della condivisione, ho sussultato.

Ho ricordato, davvero nel cuore, che tu non vedrai mai tutto questo.

Ho percepito come peccato l'aridita' degli occhi, incapaci di piangere, ho maledetto l'incapacita' del corpo di adeguarsi alla disperazione dello spirito.


Ti ho amata troppo e malamente, ti ho amata fino a sentire dentro il tuo dolore straziarmi il sangue ed i nervi, scipparmi del sonno, inchiodarmi ad un croce. L'ho vissuto atroce, irrimediabile, insopportabilmente stupido, e piu' forte di ogni strategia razionale, piu' profondo di ogni affetto.

Il male e' radicato nel tuo cuoricino di bimba.

Ad un'ennesima crisi angosciante, tua e dunque nostra, addirittura mia, t'ho rimossa completamente, liquidando tutto con poche parole, secche, inequivocabili, gelate e soprattutto definitive.

Non rimpiango d'aver preso una decisione davvero brutale: mi rammarico piuttosto di non essermi mosso prima, all'emergere di evidenze che follemente ignorai, e di aver cucito tra noi una trama fitta di punti, e di aver reso cosi' il dolore della lacerazione, inevitabile, penosissimo.

Quando sei stata qui io ancora non conoscevo ##.

Assieme abbiamo visto quello che i turisti visitano: il centro, un paio di musei, i ristoranti delle vie principali.

Il nulla, credimi.

Per giungere a questo punto di vertigine e nausea io t'ho amata perfettamente, e senza pretese.

T'ho amata, credimi, augurandomi nulla di diverso dalla tua felicita', e davvero presto l'interesse erotico, che d'altra parte provo per ogni bella ragazza, e' svanito, lasciando agio ad un affetto fraterno, ma non per questo meno intenso e graffiante.

Cosi' io oggi ancora spero che tu sia felice, e non m'importa di chi tu sia, e scelgo questa preposizione, 'di', invece che 'con' adattando con notevole sforzo alla tua condizione le mie idee di femminilita', indipendenza, orgoglio, ma non sminuisco  la portata del flebile auspicio.

Il residuo e' che io ancora non so come diavolo si debba amare, e forse non mi interessa piu', e non sono che un virtuoso della parola, un consumato attore, un vuoto contenitore.

4 comments:

  1. Non ricordo più dove lo lessi o lo sentii, neppure se lo sentii realmente o se è solo l'eco di un sogno dimenticato... ma qualcuno mi disse che l'unico modo di amare veramente è amare come l'oggetto del proprio sentimento vuole essere amato, e non come noi vorremmo amare.

    Qualsiasi maledettissima cosa voglia dire.

    Se può in qualche modo esserti utile.

    Altrimenti dimentica.

    ReplyDelete
  2. E' verissimo. Noi impariamo ad amare ed ad essere amati.
    Il segreto e' anche qui.

    Io esulo perche' anche in questo sono autodidatta.

    Sei sempre benvenuta.

    Gio

    ReplyDelete
  3. Meraviglioso Gio :)
    Un baciotto grande!
    Ps non ho paura di nulla, ma andare nei boschi da sola, inZomma! :)

    ReplyDelete
  4. Capisco il tuo timore.
    Ma io sono un uomo ... uno spettro!
    Non ho motivi di apprensione ... e comunque e' soli un boschetto ;-)

    ReplyDelete