Wednesday, 29 May 2013

Silvia

In questo diario parlo spesso di 'Silvia'.

Quasi sempre, lo devo sottolineare, mi riferisco alla prima ragazza di cui mi sia innamorato o meglio, se intendo essere piu' preciso, la prima della quale mi sia violentemente infatuato.


Di quella 'Silvia' io oggi non so nulla, ne' mi interesso.

Con gli anni altri odori mi hanno intossicato, altre forme costretto gli occhi a cercarne nome, viso, attenzioni non superficiali ma comunque replicabili, soggette a regole commutative.

Ancora sono convinto che l'amore non si possa tramandare, trasmettere, ricevere e custodire altrimenti che per contatto di carni rosate e tenere, dolci attenzioni, carezze o crisi di nervi, e tuttavia l'esperienza ha ristretto via via in un angolo angusto, limitato, quasi nascosto il novero di cio' che necessita di penetrazione, possesso, smania o dolore per essere vero, completo, soddisfacente.

Proprio in questo senso Silvia adesso e' lei, e lo sara' anche se non c'e' piu', anche se di lei mi restano solo poche decine di lettere, e sebbene siano persi per sempre i suoi appunti.


Devo chiudere qui i miei discorsi, ma prima voglio lasciare traccia di quella coincidenza che tra tutte ho sentito preziosa, intima, rivelatrice.

Ingenuamente credo che forse, chissa', non saro' il solo a scoprirmi parte, periferica nel mio caso, di una trama che ha per fuoco l'essere umano.

O che leggendo 'Don Angelo' tu senta un brivido inatteso, che non saprai controllare, perche' vi riconoscerai un amico, ed una vicinanza nuova, autentica, tra noi due.


Silvia mi conteneva per intero.
E' la sua una perdita cui non si puo' rimediare. 


Cosi' le scrissi un giorno, immaginando senza nessun indizio, se non una folle speranza ed un'intuizione irragionevole, di un amico comune.

C'e' un vecchio prete del quale chiedo sempre notizia ai miei genitori.

L'ho conosciuto da bambino, e in qualche modo ha avuto un'influenza sul mio essere cio' che e' di fronte a te.

Non so perche', ma non mi avrebbe sorpreso scoprire che lo conoscessi anche tu.

Si chiama Don Angelo ###, per anni ha servito a Milano in zona citta' studi.

Un autentico studioso dell'animo umano, peccato che in qualche modo converga sempre a Dio.

Una di quelle persone che, prese e gettate in un qualunque contesto alla nascita, raggiungono comunque una forma di eccellenza, la cui quantita' si misura in termini di profondita'.

Un po' come te.

A presto 


Che mi venga un colpo! 

Ma io l'ho conosciuto! Non in città studi. 

Lui era amico e frequentava un vecchio Monsignore con il quale facevo lunghe chiacchierate. 

L'ho visto più volte, Don Angelo ###, lo ricordo bene; anche se non ci ho mai parlato. 

Ho però letto qualcosa di suo. 

Tra l'altro credo proprio che sia andato ad abitare nell'appartamento del mio vecchio e caro Mons, morto da anni. Ma pensa te!!! Sono indegna di questo accostamento, Gio :-) Comunque grazie ... 


E' bellissimo Silvia.

Tra tutte le persone che conosco a Milano sono felice che sia proprio il Don a stabilire, a rinnovare, ad imitare quel contatto che non ha bisogno di parola tra noi due.

Ti abbraccio 

2 comments:

  1. è raro,sai?poter rinnovare la "vicinanza"con qualcuno che conosceva una persona a noi cara..A me non è capitato se non una volta sola. È come se le rare bellissime persone che vivo debba viverle e serbarle solo per me.Quando invece vorrei condividere quel che di bello vivo..

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    1. Fino al giorno che ci strappa alla vita o nel quale decidiamo di allontanarcene noi possiamo intervenire sulle nostre esistenze oltre le situazioni per cosi dire predisposte dal caso.

      Buona fortuna!

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