Monday, 27 May 2013

Pensieri

La lettura del 'Diario di Anais Nin' (primo volume) mi da vertigini e allucinazioni, e sono piu' disturbanti in questi giorni cosi' tristi.

Precipito dal pensiero alla cronaca, e sono maldestro, e so soprattutto perdere l'equilibrio.

E' evidente.

E' inutile perfino domandarsi se sia un diario autentico o puro artificio di una mente distaccata dalla realta'.

Non e' finzione l'amalgama di pensieri, immagini, aneddoti con i quali mi confronto.

Le sottilissime investigazioni, le ipotesi ardite, a volte contraddittorie o inconcludenti ... sono autentiche, e davvero simili a quelle ch'io stesso ho, a seconda dei casi, costruito, abbozzato, vissuto solo parzialmente.

Non e' finzione, e cosi' sento incombere su Anais e per traslazione ed immedesimazione su di me la tirannia del tempo, oggettivo, fisico, fisiologico, indifferente, e l'insensata violenza della mediocrita', dei compromessi, le loro angherie triviali.

Le biografie dei protagonisti, le ho cercato senza poter attendere, racchiudono tra due date vite ormai spente.

Le vicende tragiche, le nevrosi, i lutti, le violenze, ignare in quei giorni degli anni '30 gia' si stavano realizzando attorno a Anais ...

Rifletto un solo secondo per rendermi conto che questo e' il destino di ognuno di noi.

Attorno alle nostre vite fragilissime ed infinitamente preziose gia' ora si stringono i gangli di un sistema impersonale che ha per capo l'umanita', non il singolo individuo.

Come pensieri e ricordi siamo scacciati, deformati, espulsi dal caso e dalla necessita' oltre il limite di cio' che ci ostiniamo a chiamare vita, e che forse non e' che coscienza di un tempo perduto.

Anche per questo motivo sono nomade, e ricuso di mettere fradice radici in un luogo.

Mi appare meno insopportabile il tutto, se tutto tengo sospeso, effimero, superficiale perfino.

Ho ospiti.

Giocherellando con il mio telefono 'Instagram' e' stato scoperto.

L'ho svuotato di cio' che era personale prima di 'aggiungermi' alla lista dei miei amici.

Per un attimo ho tremato, pensando che altrimenti avrei potuto svelare il mio segreto.

4 comments:

  1. > sistema impersonale che ha per capo l'umanita', non il singolo individuo

    La biologia mette prima la riproduzione della specie rispetto non solo al benessere ma perfino alla stessa vita dell'individuo.
    Gia'.

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    1. E' un mistero terrificante quello che si cela nella tua affermazione.
      Ciao!

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  2. Forse è meglio non pensare troppo! :(
    Ciao Gio, ti auguro una dolce notte!
    Un bacio! :)
    Ps come stai?

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    1. Potrebbe andare meglio, ma resisto :-)
      Ciao Sara!

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