Monday, 13 May 2013

Lo spettro

Ti spiegherei innanzitutto perche' un violino ed un violoncello hanno voci differenti, e tu ti troverai a tuo agio sentendomi pronunciare una parola, 'onda', che rimanda alla natura, all'infrangersi del mare sugli scogli, al propagarsi ozioso di una vibrazione sulle cime dorate delle spighe del grano, pizzicate dal vento, ma una smorfia di sospetto si disegnera' sul viso ogni volta che 'equazione' vi vorra' stare appresso.

Cerchero' allora di riguadagnare la tua fiducia 'scrivendola', questa benedetta equazione d'onda.

Il simbolismo matematico, Alessandra, non e' privo di una bellezza estetica che tu, tu che ami l'estro, l'arte, il tratto sottile come quello incerto, potresti davvero apprezzare.


Da li poi, con l'approssimazione dovuta all'ottundersi di conoscenze ormai remote, sperando che non si discosti troppo dalla semplificazione necessaria per introdurre ad un'anima poetica i dettami ed i metodi della meccanica quantistica, ti parlerei della struttura atomica, e di come noi, che siamo macroscopici, composti da miliardi di miliardi di miliardi di atomi, riusciamo a decifrare le proprieta' di queste minuscole particelle, a vederle, ad usarle.

Il piano ingegnosissimo prevede di avere questa conversazione durante una camminata nella mia meravigliosa citta'.

Allora ogni tanto fingerei stanchezza, cosi' da attardarmi un poco, ed avere modo di guardare il tuo corpo, di indugiare sulle vesti quel tanto che serve per sbarazzarsene.

La miopia non mi impedisce.
Io ti spoglio gia' ora, ora che mi illudo di vederti dentro.

Cosi' riaffermo con convinzione sempre maggiore la mia fede nella donna, e l'accumularsi del tempo, e con esso del dolore, delle delusioni inevitabili, della consapevolezza che passa per non tornare, anziche' infiacchiare mi incendia i sensi, polverizza le briglie che trattengono la fantasia quando ancora non si e' confrontata con la realta'.

Di piu', ti proporrei di salire in cima a quella torre, duecentosessanta gradini che si scavano un cunicolo angusto in un granito gotico ed oscuro.

Lo spettacolo per me sarebbe li, sarebbe il tuo culo che oscilla avanti ed indietro, in alto ed in basso, e ad ogni gradino premera' in fuori il gluteo la rotazione del femore, ed io avro' l'acquolina in bocca.

'Sinestesia' non sara' piu' una figura retorica, una voce un po' assurda o al limite curiosa di un'enciclopedia medica, ma una realta' di cui godere, un'esperienza sublime se precede il contatto vero e proprio, o un'ossessione, se non perfezionata infine dalla fusione di tutti i senti.

Stai tranquilla: una volta lassu' anche tu godrai di una vista deliziosa, e ci pensero' io a farti da Cicerone.

Mi spiace solo che non potro' dirti di quanto sei bella, o al limite, se non sarai bellicosa e potro' dilungarmi in resoconti dettagliati della tua carne e di te, mi rammarichero' di non poter condividere con te la contemplazione di tanta grazia.

Infine, quando sarai lusingata o indispettita a puntino, ti diro' dello spettro.

Ti diro' del tuo spettro.

6 comments:

  1. a riprova che sono una scassa balle di prima qualità... dico che quel nome l'ho sempre detestato e ho le mie buone ragioni! :D

    Tu sei tremendo :*****

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    1. Ihihihi :D

      Ma sono sicuro che hai capito all'istante la ragione, sciocca, per la quale l'ho scelto, Valentina ;-)

      Comunque non si discute il volere di una 'scassa balle di prima qualita'' ... quindi ne trovero' un altro ;-)

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  2. Ma no, ma no... Valentina andrà bene ;)

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  3. Il glueto? ma che è? il gluteo detto in veneto??
    bacio! :)

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    1. Errata corrige :-)
      Grazie Sara!

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