Friday, 24 May 2013

Alice

Dopo Giulia di nuovo il nulla, e per mesi, piu' a lungo che non per il periodo di necessaria riabilitazione.

Tornai a assaporare il corpo di una ragazza solo una volta trasferitomi all'estero per lavoro, e dunque quando raggiunta una piena indipendenza economica.

Le visite ai bordelli, non candenzate ma piuttosto soggette ai moti imprevedibili dell'animo almeno quanto agli improvvisi desideri della carne, non placavano le sofferenze acute della solitudine, ma forse ne prevenivano certe pallide ed un po' patetiche ricadute croniche.

In questi anni ne avro' conosciute almeno una cinquantina di donne, alcune straordinariamente attraenti, altre dolci, un paio perfino interessanti, e tuttavia non sono mai riuscito a soddisfare ne' chetare quel demone senza nome che ancora oggi anima disperazione, gioia, incanto, passione.

Durante la pausa pranzo al bar mi ha servito una ragazza di poco piu' di vent'anni, una studentessa che raramente capita da queste parti, e che ogni volta mi vince.

E' meravigliosa.

Minuta e longilinea, capelli rossi irrigiditi in un caschetto sbarazzino e vagamente retro', labbra sottili e quasi spigolose lungo il perimetro della bocca, li dove arretra il pallore della pelle che si fa finalmente rubizza, occhi azzurri, opalescente e vagamente lentigginosa ... e' davvero una ninfa, una creatura che non ti sorprenderebbe scoprire apparire solo con la luna piena, o quando in cielo precipitano le stelle.

Ho percepito il contrasto della linea quasi scontrosa delle labbra con la promessa di morbido e madido contatto che annunciavano, e mentre attendevo allo svolgimento della nostra banale transazione finanziaria mi rendevo conto che di tutte le donne che ho preso in affitto, alcune decisamente piu' avvenenti di Alice, cosi' l'ho sentita chiamare, io non sono riuscito a veder nulla.

Non le ho neppure scrutate.
Non ho pietrificato i miei occhi sui loro visetti.
Non ho cercato una scusa per osservarle da lontano.
Non ho finto di seguire un pensiero per adattarmi alla traettoria dei loro culetti tondi.

Non ho immaginato la nudita' che mi era offerta fin dal primo istante.

Cosi' pensavo mentre Alice mi restituiva la carta di credito, ed ho sentito rifluire li sotto il sangue, il cazzo farsi lievemente duro, ma non me la sarei voluta scopare nel primo sgabuzzino disponibile.

2 comments:

  1. Epperò devo dire che ti sei ripreso bene, dopo l'intervento! Mi pare che non ti manchi nulla! :)))
    Ciao Gio, tutto bene? :) Ancora freddo da te? Per solidarietà ti annuncio che qui da me (a como) si gela. E' sei giorni che ho riacceso i caloriferi! Per fortuna ho il riscaldamento autonomo!

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  2. Ah, buon fine settimana! :))

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