Monday, 1 April 2013

Uno strano ragionamento


Ti avrei voluto raccontare, stasera, di uno strano ragionamento, che mette assieme Russell e Pirandello, ma la giornata e' stata lunga, infruttuosa, lenta, ed io sono stanco, e la mente sta cercando da ore di interpretare certi risultati, e vorrei essere ancora in ufficio, per controllare gli ultimi conti, cercare un argomento geometrico in mio favore, mettere in atto un'analisi statistica per confortare il poco che ho a disposizione.


Odio dover affidare il mio tempo alla lentezza di un calcolatore, che mi obbliga a compattare tra loro centinaia di attimi e farne pacchetti incolori, tasselli tutti uguali, mattonelle insulse di un ciclo robotico.

Mia sorella, beata lei, e' a Madrid, dove trascorre una breve vacanza lontana dalle sue scartoffie.

Vi restera' suppongo un paio di giorni, prima di tornare in citta'.

Mi ha mandato un-email, un paio di notti fa, con la quale mi annunciava il suo viaggio, e mi rivolgeva al contempo la domanda piu' semplice e lieta del mondo:

'Gio, qualcuno dei tuoi amici e' a Madrid, vero?'.

"E' vero lazzarona! Mandagli un sms, che magari vi sentite. Non dimenticatevi di scrivermi una cartolina se vi vedete, sciaguratissime creature!!"

Dei pochi conoscenti che ho di volta in volta chiamato 'amico' o 'collega', meno della meta' sono rimasti a Milano.

Gli altri sono partiti alla conquista del mondo, ed io, in lieve ritardo, claudicante, non meno determinato, con loro.

Dalle spiagge della Nuova Zelanda alle citta' di vetro e acciaio del Nord America, dalle Universita' Britanniche ai Politecnici Svizzeri e Tedeschi, dalle sedi europee di multinazionali a stelle e strisce alle stanze dei bottoni di qualche centro di calcolo transalpino, dalle regioni remote ed inaccessibili del Sud America, li dove sono piu' luminose le stelle, alle capitali che non s'addormentano mai delle tigri d'Asia, quei vent'enni che ho visto, tutti, ad uno ad uno preoccupati per l'esame di meccanica, stanchi alla fine di una lunga giornata di laboratorio, concentrati durante un esercizio d'analisi e allegri ad una festicciola hanno cercato altrove la loro strada, o forse, e certamente io, altro.

Nella corrispondenza, che si rinnova giusto a qualche data notevole, Natale, Sant'Ambrogio, un compleanno, spuntano i nomi dei figlioletti appena arrivati, e prufumano i fiori d'arancio di nuove coppie.

Qualche lutto inatteso, e quelli che non sorprendono, trattengono egualmente il respiro.

Volano, gli anni d'universita', ma io li ho passati con individui eccezionali, menti voraci, capaci d'intuizioni e analisi sottilissime e non aliene dall'amore e dal sentimento poetico, e se pure quel periodo fu tra i piu' frustranti, l'aggravarsi della miopia rendeva penoso e non particolarmente fruttuoso seguire le lezioni, la condizione latente di cardiopatico mi lasciava merce' di stanchezza e tremori, sono riuscito lo stesso a stringere legami che resistono alla lontananza, alla mole di lavoro che tutti ci travolge, ai piccoli e grandi problemi della vita.

Il Ph.D. l'ho fatto a xxx, dove Carlo si era gia' trasferito da tempo.

Li, nel cuore della vecchia Europa, convergevano una volta l'anno altri amici, che obbligavamo, in nome di un'ovvio baricentro, a venire a trovarci.

Sono stanchissimo e vorrei tanto fare un salto al campus per controllare i conti ... ma oggi i miei occhi si chiudono cosi'.

PS: mi va assieme la vista. Non rileggo. Se trovi strafalcionissimi la colpa e' di matlab. Domani cancello e riscrivo tutto. Non posso trattare cosi' un argomento tanto caro.

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