Wednesday, 24 April 2013

Pensieri



Ieri ho pensato di nuovo ad Ulisse.

Mi accompagnava, era una strana visione, d'altro canto per immedesimarsi in un individuo forse mai esistivo, e che la storia al limite assegna ad un'epoca tanto remota dalla nostra, e' necessario una sforzo non indifferente, una riflessione amara di Philippe Daverio circa il 'viaggio'.



Nella nostra epoca, era questa la malinconica, greve lamentazione, non e' piu' possibile viaggiare, ma solo spostarsi.

L'incognite del viaggio, che per secoli hanno messo in pericolo ed esaltato viandanti, vagabondi, avventurieri, oggi sono ridimensionate, e neppure l'imprudenza puo' davvero introdurci ai misteri che per secoli si sono tramandati di padre in figlio circa la volubilita' delle correnti marine e dei venti, i linguaggi incomprensibili, la parola 'barbaro' non e' che onomatopea di un suono inintelleggibile , degli abitanti di paesi lontani, la geografia di continenti trascinati dalle placche tettoniche ai confini del mondo.

Ieri mi domandavo se Ulisse, stanco della monotonia di Itaca, sarebbe mai stato capace di riguadagnare le spiagge dell'isola di Calipso, o di addrentrarsi di nuovo nella selva di Circe, o penetrare, per prendersene gioco una volta di piu', nella spelonca di Polifemo.

Non mi sono accontentato di rammaricarmi in silenzio di una perdita ormai definitiva, e cosi' sono riuscito a trovare una condizione, una metafora, una forzatura del buon senso nella quale e' ancora preservata, forse addirittura arricchita, l'esperienza completa, incerta, imprevedibile del viaggio.

Se tu sei la mia meta, Alessandra, io non sono diverso da Ulisse.

(chiedo perdono per l'inconsistenza e la confusione dei miei pensieri: spero di aver lasciato alla spalle oggi pomeriggio questo periodo di follia).

11 comments:

  1. E se Itaca fosse dentro e non fuori da noi. Dall'io ?
    Firmato Penelope che si era rotta di tessere tele ed e' partita.
    FG

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    1. Ciao Femmina.
      Conosci le Memorie di Adriano?

      A presto.

      Gio

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    2. No. Parlamene. Mi siedo e ti ascolto. Raccontami Adriano.
      FG

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    3. Beh, tieni presente che l'autrice, M. Yourcenar, e' una delle menti piu' eccezionali ch'abbiano mai confortato l'umanita' - secondo me, si intende.

      Un critico, saggiandone la natura piu' autentica, l'ha definita 'that most extraordinary thing: a sensual thinker'.

      In questo libro straordinario, che mi piace saper di aver donato a diverse individualita', si parla proprio della nostra 'Itaca interiore'.

      (continua)

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    4. 'Straniero dapertutto, non mi sentivo particolrmente isolato in nessun luogo'.

      Questo e' uno dei metodi della mia esistenza - staccarmi da ogni coincidenza e trovare quel che io sono in senso assoluto.

      In questo senso M. Yourcenar e' una guida.

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    5. Ed il suo genio e' allo stesso istante eccelso ed accessibile.

      Proprio ieri ho pubblicato un video su questo libro.

      Ascolta, subito dopo l'introduzione critica, le prime parole dell'imperatore, le sue definizioni dei sensi e dell'amore.

      E' iniziatica.

      Io l'amo, ed e' forse il mio piu' alto ideale di donna.
      C'era ogni cosa li dentro.

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    6. Raccontamelo. Una pagina al giorno. Io sarò qui a leggere.
      FG

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    7. Allora. ... A domani :-)
      Spero solo di riuscire ad esiliarmi dall'ansia di questi giprni folli.

      A domani.

      Gio

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    8. Nel tuo tempo con il tuo tempo. Io non ho fretta ricordi.
      FG

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  2. Io conosco per averle lette più volte "le memorie" ma non capisco cosa c'entri con il mito di Ulisse e del viaggio.
    Mi sento anche un po' un intruso in questo dialogo esclusivo a due...ma tant'è.

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    1. C'e' un passo in cui Adriano si riferisce in modo esplicito a quell'Itaca interiore di cui Femmina parla

      Sei benvenuto.

      Gio

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