Saturday, 6 April 2013

Oggi


Non si confonde ancora al colore delle foglioline novelle, quasi invisibili ai miei occhi, il verde vivo, brillante e uniforme, umido e spugnoso al tatto, dei muschi.

Di nuovo ho voluto penetrare il folto del bosco, allontanandomi subito dal sentiero, aggrappandomi a radici sporgenti e spuntoni di roccia per arrampicarmi o scivolare.

Delle impronte che ho lasciato nella terra umida sono testimonianza le scarpe, tutte sporche di fango, e se le mani non sono state graffiate da foglie taglienti d'agrifoglio, da spine di rovi selvatici, dal ruvido di una corteccia stretta con forza nell'attimo in cui ho perduto l'equilibrio, e' perche' il freddo le ha costrette anche oggi in morbidi guanti imbottiti.

Bellezza erano gli occhietti vispi di un pettirosso, sorpreso appollaiato su un ramoscello, e lo sbattere delle sue ali spaventate, ed il salire verso il cielo di un canto che ho conosciuto da bimbo.

Ancora, era accostare l'aria, fredda, si, ma non piu' gelata in questa giornata di sole, alla neve bianchissima, che ancora ricopre le vette dei monti lontani, da una cornice d'alberi e colline indovinati insospitali e superbi.


Ho camminato, atteso, cercato in una conca che la citta' tacesse.

Dentro adesso bruciano le articolazioni, le giunture protestano per quest'ennesima prova che ho loro imposto, e stanotte non sara' lieto il sonno, e piu' del solito dovro' rigirarmi nel letto, per ingannare il dolore.

Non mi importa.


Ho visto molto altro, e come sempre impuntito le suggestioni dei sensi e le architetture dell'immaginazione.

Un albero piegato a terra ... l'incavo, li dove un tempo affondavano le radici, e' ora una nicchia, ed io vi scopro un nido per gli animali del bosco, un rifugio donato dalla violenza, dall'impeto, alla fragilita', alla tenerezza.

Ragazze carine ne ho viste un paio, nel lungo viaggio in autobus che mi riportava in citta'.

Una, in particolare, aveva una frangetta serica e bruna proprio come la tua, Valentina.

Ho pensato, guarda un po', che i 45 minuti di tragitto, se tu fossi stata li con me, non sarebbero stati che una preparazione, un lento introdursi nei tuoi pensieri, una lotta intima per tenere a bada l'istinto, ma anche la sua forma educata, la venerazione di te, e cosi' sentirli, sentirti crescere dentro di me.


Vorrei dirti di piu'.

Di un vecchio padre, gia' brizzolato e dalla pelle arrossata dagli anni, un uomo di mezza eta', vestito di una tutaccia e una felpa da adolescente, che spinge come un forsennato, di corsa credi a me, una sedia a rotelle, e del sorriso spastico di labbra posate graziosamente sul corpo irrigidito e piegato di un figlio tetraplegico.

Non potevano che essere un padre ed un figlio, poiche' l'amore, che vale piu' dell'anagrafe, era quello.

Non dico altro.

Lascio che sia tu ad immaginare.

2 comments:

  1. Ciao Femmina :-)

    Magari fosse una foresta ... mi mancano le macchie ove perdersi, ed essere circondato da null'altro che un oceano d'alberi, cespugli, fruscii.

    Qui occorre troppa fantasia, e non svanisce mai del tutto l'ansimare della citta'.

    A presto

    Gio

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