Thursday, 11 April 2013

Io lo so

Io lo so cosa vuol dire essere amati.

Lo so perche' sono stato male, e per questo sono stato amato di piu'.
Sono stato amato cosi' tanto che ancora oggi, e nonostante tutto, ho impressi i caratteri, e colgo le sfumature, e riconosco perfino un batter di ciglia dell'amore.


Adesso prendo una tachipirina e mi infilo sotto le coperte.

La borsa dell'acqua calda mi terra' compagnia anche stanotte, e speriamo che il sonno smaltisca l'indolenzimento delle ossa, e che i brividi le coperte possano smorzare completamente.

Mi e' tornato alla mente il babbo.

Avevo forse 14 anni, e mi ero appena risvegliato da un grosso intervento alla spina dorsale, uno di quelli cui deve seguire per qualche giorno un'alimentazione moderata, un nutrimento insipido, fatto di glucosate iniettate in vena e poltiglie cremose.

Oppure, chissa', forse era il giorno precedente l'intervento, ed allora semplicemente mi avevano messo a digiuno.

Era arrivato la sera, dopo la sua lunga e faticosa giornata di lavoro, il babbo.

La mamma aveva preparato un 'paninozzo', prosciutto cotto, formaggio, una fogliolina d'insalata, e da qualche parte ci sara' stato anche un bicchiere di carta colorato del rosso scuro del vino.


E' buono, il mio babbo.


Dovrei aggiungere descrizioni dettagliate di alcuni episodi delle nostre vite per privare quell'aggettivo semplice e quasi banale, 'buono', di ogni possibile dote ingannevole e riduttiva, di ogni residuo di giudizio sommario che finirebbe per essere in smaccata contraddizione con altre sue qualita', quali la forza, il coraggio, la furia.

Di questi attributi, che convivono, alternandosi, sovrapponendosi, combattendosi a volte, in lui, ora non riesco a dirti, e forse non sapro' mai articolare parola.

Invecchia, il mio babbo, ed e' tremendo, e tuttavia la sua fragilita', che intuisco, si aggiunge a tutto il resto, e mi rincuora, e sento che averlo amato per tutta la mia esistenza e' stata, ed e', una delle cose piu' belle ch'io sia mai riuscito a vivere.

Approfittando della presenza del babbo la mamma era uscita, forse per fumarsi una sigaretta.

Brontolava lo stomaco di entrambi, ma lui non osava mangiare in mia presenza.

Glielo chiesi io.

Quando la mamma rientro', ci vide.

Io lo guardavo attentamente addentare compiaciuto la deliziosa rosetta, e mi inebriavo al profumo del prosciutto, e lo scricchiolio della crosta masticata era musica celestiale per le orecchie.

Lo rimprovero', la mamma.

'Ma come, mangi davanti al Gio, che e' affamato poverino?'.

Le dissi che ero stato io ad insistere.

Mamma, non capisci?

Per me vedere il babbo contento, divorare un paninozzo e' uno dei grandi piaceri della vita, semplice, puro, necessario, era, ed e', la felicita'.

So cosa vuol dire essere amati.
So cosa vuol dire amare.

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