Thursday, 11 April 2013

Cronaca

Poggio questa riflessione forse su di un fraintendimento, un'ennesimo incerto, maper una volta e' un dono, della miopia.

Lascia che ti confidi una cosa: a me della realta' interessa ormai poco.
Non mi relaziono ad essa.
Di una larga parte, posso gia' dire che non esiste.


Quello che conta davvero e' cio' che ho in mente: le acrobazie del pensiero ormai da anni si sono sostituite alle esperienze dei sensi.

Ho tradito, lo confesso, la raccomandazione di Galileo, che prescrive 'sensate esperienze' e 'necessarie dimostrazioni', che si intenda indagare la scienza o l'umanita' poco cambia, ma non mi rassegno tuttavia ad una vita squallida, o modesta, o monotona.

Il mio fine, ambizioso, probabilmente irrealizabile e quasi certamente sconveniente, e' scoprire una sensualita' nuova proprio nell'elucubrazione dei nervi, e nell'attivita' tutta interiore delle idee il calore di cui lamento l'assenza.

Ora non avrei voluto parlarti di questo progetto di medio-lungo termine, ma di un accadimento superficiale, di uno viso scuro, una barba incolta, un silenzio inatteso.

Ma fa freddo, ho mal di testa ed e' meglio se ne approfitto per stendermi un poco.

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