Tuesday, 9 April 2013

A volte


A volte la camera si riempie di note.
Quasi sempre quando scrivo.

Piu' spesso, negli ultimi mesi, e' il Jazz a tenermi compagnia, soprattutto be-bop: Art Blakey, Coltrane, Davis, Parker ... sono meno impegnativi o invadenti di Bach, Mozart, Schubert, Mahler, e quindi benvenuti ora che sono irrequieto.



Meno invadenti, lo ribadisco, benche' la loro musica suggerisca, a volte addirittura componga, le parole che leggi, esercitando su di me una sorta di ipnosi che allontana dalla mente le questioni del lavoro, le preoccupazioni pratiche, e catalizzando, e determinando una fermentazione dei nervi, delle membra, del cuore, mi penetra al punto da divenire da me indistinguibile.

E' cosi': il Jazz, in virtu' della sua apparente semplicita', manca l'apparato maestoso della classica, l'ardore erotico o bellicoso del rock, familiarizza, carezza, spoglia ... e poi, una volta in contatto con la materia grigia, ne stimola un'attivita' altrimenti sconosciuta eppure naturale, serena, rassegnata ma appagante.


Lo so: puro non senso.

Suona uno stereo mingherlino, preso per poche sterline ad una svendita di liquidazione totale.


Qui si guadagna poco, o piuttosto la vita e' tremendamente cara, ma non e' per mancanza di sostanze che non mi decido a costruire un impianto decente: credo piuttosto che per clausura nella quale mi sono calato stonerebbe un eccesso, una concessione frivola e forse menzognera.

Non mi sono stancato ancora di questo retrogusto amaro, che mi tiene vigile, capace di cogliere le sfumature della mia vita di individuo.

Questo e' un'altro aspetto di superlativa presunzione: temo perfino il potere abbacinante dell'arte, la portata persuasiva delle comodita' non necessarie.

Io desidero una vita unica, diversa da tutte le altre.

Continuo ad elaborare fonti e metodi che siano solo miei, o nostri, ed inseguo combinazioni ancora capaci di sorprendermi, o di sorprenderci, poiche' non collaudate, abusate, stinte.

(continua ...)

2 comments:

  1. A volte le note sono il filo di Arianna verso il nostro ieri.
    FG

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  2. Di certo nel labirinto di Minosse mi capita di passare spesso :-)

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