Friday, 8 March 2013

Una lettera d'amore

Quando amo - in senso lato o stretto sta a te sentire o accettare - io scrivo cosi'.



In questi giorni ho lavorato molto, e cosi' non ho portato a compimento un pensiero, e' lo scheletro di quel che segue, che anticipo qui ora, ripromettendomi di sistemarne meglio in futuro la struttura e la chiarezza espositiva.

Lo elaboro qui, per te, come mi suggerisce la stanchezza, un attimo prima di abbandonarmi alle visioni della notte.

Io non voglio una vita felice.

Piuttosto desidero e cerco ardentemente, animato da una frenesia adolescenziale e una tenacia che il tempo mi ha insegnato fruttifera, un'esistenza straordinaria, ricca, singolare e soprattutto emozionante, che mi istruisca sui misteri dell'essere, dell'essero sterminato, l'umanita', di cui io stesso sono parte, acnhe se periferica, dissociata, anomala.

Non mi sembra difficile immaginare che quel che a me la natura dona o impone come causa di questo necessario malessere, il dolore che oggi mi sta aggredendo, la solitudine, l'indifferenze delle donne, i ricordi d'angosce che presto forse si ripeteranno, un'individualita' diversa, soggetta all'egualmente laceranti leggi dell'arte e dei sentimenti anziche' ai sintomi di una sciocca malattia, per lo stesso fine, intimamente conosciuto, costruisca o custodisca dentro di se in forma di inquietudine perenne anarchia emotiva, dubbio, disperazione.

Penso alla tua immagine di giovane donna, e sono di fronte al viso pensoso che sfugge pudico lo sguardo dell'interlocutore, e vedo le belle gambe pizzicate dal grano, e cerco nelle vibrazioni del seno che un giorno dara' nutrimento ad una nuova vita il battito del tuo cuore.

Penso a te, e pur soffrendo la lontananza, quella distanza che non si colmera' mai, trovo una serenita' strana, fatta di compromesso, aliena ad ogni equilibrio, e sento realizzato il mio disegno.

Tu sei emozione, mistero, moto perpetuo.

La follia del nostro legame, o, se decido saggiamente di spezzarne ogni simmetria, cio' che provo per te, una natura incomprensibile ed eterea mette al riparo dalle rigide convenzioni, dalla nomenclatura incolore, dalla procedura spiccia di quel tribunale severo che governa l'esteriorita' della mia vita orribile.

4 comments:

  1. Le belle donne fanno soffrire, ma se non ci fossero...

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    1. La donna di cui parlo qui e' diversa dalle altre.
      E' bellissima :D eppure so che non mi fara' soffrire.
      Sostiene il mio pantheon.

      A presto!

      Gio

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  2. ... mi piace leggerti così ...

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    1. Ciao Silvia :-)

      Oggi qui e' SIBERIA!!!

      E' forse il giorno piu' freddo di quest'inverno, e me ne sto a casa, infreddolito, a cercar ristoro in bei pensieri.

      A presto!

      Gio

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