Friday, 22 March 2013

Somme minchionerie


'Sempre che non muoia prima'.
'A meno che non schiatti nel frattempo'
'Solo nell'eventualita' ch'io sia ancora vivo'
'Nel caso non sia gia' cadavere'
'Se non mi trovi, cercami sottoterra'


Questa frasi fanno parte del mio intercalare abituale, ne faccio uso ogni volta che devo riferirmi ad un futuro non immediato, e spesso suscitano stupore, stizza, fastidio nel 'tu' cui le rivolgo.

Oh, e' sempre ad un 'tu' che le riservo.

Ad un 'lei' io non intendo svelare il mio segreto, e di quella parte che di esso inevitabilmente chiacchiera anche nel silenzio, io faccio parodia, o circoscrivo ad un passato remoto che oggi vive solo in esteriorita', cicatrici, protesi, postura, non in sostanza, allergie, condizione, fragilita'.

Se credi che la cartella clinica di infermo cronico, esposto alle bizze di un male insolente, mi soverchi ti sbagli di grosso.

Tutt'altro.

La certezza di non avere futuro, o almeno di non averne uno che debba o possa partecipare al corteo pomposo e formale dell'ordine, delle aspettative, degli obblighi e delle reciproche pretese, mi libera da un'infinita' di preoccupazioni, mi affranca dai tanti vincoli ai quali vedo soggetti la quasi totalita' degli amici, dei colleghi, dei parenti stessi.

Oggi io riesco a sostenere che sentirei la privazione della liberta' incombere piu' minacciosa della malattia sulla mia esistenza.

Un incidente, un dissapore, la semplice noia: dei quattro anni che ho deciso di vivere qui, ognuno di questi singoli elementi, e chissa' quanti altri ancora, potrebbe strozzare lo scivolare lieto, e ancora corrompere la compostezza del sottofondo che mi consente di sostenere un'apparenza di decenza, e che mi garantisce i proventi del titolo.

Non ho motivo di credere che si incrinera' la serenita' di oggi, e tuttavia non posso fare a meno di paragonare la mia tranquillita' all'ansia di colleghi, che si ritrovano disperati, schiacciati tra occupazioni massacranti o odiose, e le necessita' di una famiglia, logistiche, interpersonali, economiche.

Sono io a consolarli, perche' non ho simili timori, perche' non sono neppure teorici.

E' paradossale?

Non credo.

La verita' e' che il male mi ha tolto tanto, perfino un sacco di preoccupazioni.

Io, evocando Pirandello, le chiamo 'somme minchionerie'.

2 comments:

  1. Non è poi così tutto sbagliato! :))
    Pensa io se avessi 3 figli e pure la preoccupazione e il rimorso di non saper badare a loro!...per dire! :(
    Come stai? ancora freddo?
    Un abbraccio e buon fine settimana.

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  2. Gelo polare.
    Va sempre peggio Sara!!!

    Non ho parole.

    Ciao :-)

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