Tuesday, 19 March 2013

L'opera al nero


Non ho mai letto pagine tanto intrise di sensualita', ne' scavate da cogitazioni altrettanto sottili.

La scoperta piu' lieta e' sapere curiosita' del corpo e dello spirito indistinte anche da lei, da Marguerite Yourcenar.

Una volta di piu' lei sa penetrare in profondita', oltre quella che noi chiamiamo frettolosamente la nostra intimita', che ora mi appare nulla che un recinto di quell'anima viscida, molle, imprudente ed eroica che forse alberga in ognuno di noi.

Vi penetra non per offendere o ferire, ma come un capillare vitale.

Non c'e' scandalo nei corpi nudi dediti all'orgia: il loro dimensarsi ed unirsi e' un esercizio di pulsioni e sentimenti, ovvero una manifestazione di quella stessa natura che accuratamente predilige la semplicita' pudica della linea retta nella propagazione della luce nel vuoto, ma che nel contatto con la materia, traversando quella superficie di discontinuita' empirica che e' la pelle o premendo fino a annullare il diaframma che separa il diverso ardore degli individui, esprime una varieta' infinita, al cui cospetto le fantasie piu' audaci e la volonta' dell'essere umano sono ingenue, innocenti, infinitesimali parti.

La sodomia non e' che un'esperimento di unione di due corpi, di due elementi, la cui combinazione non offende la natura che per prima ne stimola la realizzazione.

La vastita di questo libro una volta ancora mi impedisce di andare oltre poche frasi sconnesse.

Dovro' tornare a leggerlo, nel tentativo egualmente vano di scomporlo, per trattenerne in forma esatta ma incompleta delle piccoli parti, o di ottunderlo, cosi' da saperne possedere un'interezza appena artefatta.

La struttura ad anello, i personaggi incontrati nelle prime pagine tornano, invecchiati, stolti, involgariti o temprati nell'epilogo, obbliga ad uno sforzo straordinario d'inventiva l'immaginazione del lettore, che entro poche pagine, ormai il dorso del volume e' vicino, e il desiderio di divorare le vicende restanti spinge gli occhi a inghiottire una dopo l'altra le righe, sente di dover impuntire, con la medesima cura dell'autrice, l'esistenze sconosciute di quei nobili, di quegli sguatteri.

E cosi' il tempo che ha cancellato ricordi o imbastardito il vigore della giovinezza eccheggia di tragedie, di delusioni, di ustioni lontane e tuttavia ancora presenti, che concorrono tutte alla confezione di un'altissima tragedia.

Le ultime pagine sono addirittura impossibili da commentare.

Non ha eguali.

Questa donna non ha eguali.

2 comments:

  1. Lucida. Descrizione di cio che siamo stati ieri di cio che siamo oggi e di quello temo che saremo.


    Le nostre idee, i nostri idoli, le nostre costumanze presuntamente sante, e le nostre visioni che passano per ineffabili, mi sembravano generati senz’altro dai sussulti della macchina umana, al pari del soffio delle narici o delle parti basse, del sudore e dell’acqua salata delle lacrime, del sangue bianco dell’amore, dei liquami e degli escrementi del corpo. Mi irritava che l’uomo sprecasse così la propria sostanza in costruzioni quasi sempre nefaste, parlasse di castità prima di aver smontato la macchina del sesso, disputasse di libero arbitrio invece di soppesare le mille oscure ragioni che ti fanno battere le ciglia se improvvisamente avvicino ai tuoi occhi un legno, o di inferno prima di aver interrogato più dappresso la morte.

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  2. Hai scelto uno dei passi che piu' preferisco. Vedo che abbiamo un'amica in comune.

    Benvenuta ;-)

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