Sunday, 31 March 2013

Le tue cosce, il segreto della vita


Da bambino ogni tanto giocavo con il suono delle parole.

Ne prendevo una, una qualsiasi, ad esempio, che ne so, 'bambagia', e la concatenavo a se' stessa, ne spostavo gli accenti, ne alteravo il ritmo della pronuncia, cosi' che da

bambagia-bambagia-bambagia ...

dopo un po', ipnotizzato io stesso dal fluire monotono di una filastrocca, mi ritrovavo a scandire

mbagiabam-mbagiabam-mbagiabam ...



Il risultato, anche con parole meno morbide e buffe gia' in partenza di 'bambagia' era quasi esilarante, e stravolgeva sempre la connotazione originale del termine.

Follemente, mi domandavo se lo stesso procedimento si potesse estendere agli oggetti, astratti o meno poco contava a quei tempi, cui tali parole si riferivano.

Sarebbe stato un raggiungimento altissimo riuscire a prendere della materia e manipolarla in qualche modo, cosi' da trasformarla.

Qualcuno mi avrebbe creduto un apprendista stregone, e forse lo ero davvero.

Credimi, ai tempi di ragioni per spendere le mie energie in un simile progetto ne avevo moltissime, e non e' detto che non sia riuscito, in qualche modo certamente parziale e forse inaffidabile, a mettere in pratica questa bizzarra prescrizione.

Ha funzionato a volte, lo devo ammettere.

Ne e' dimostrazione il fatto che vivo qui, lontano migliaia di chilometrie dai miei letti d'ospedale, senza un affetto cui affidare la mia cura, senza premure certe in caso di bisogno.

Ho preso la malattia, l'orco reverendissimo della mia vita, l'ho ridotto a pezzi acuminati e informi con efferata violenza, e ne ho fatto infine un mosaico.

Non ho alterato il contenuto della materia, l'ho semplicemente riposizionato: cosi' la tenacia del bimbo che tiene duro e' forse oggi la passione smodata per le femmine e la forza di volonta', cosi' la stanchezza di un tempo e' forse il pallore della rassegnazione odierna.

Altre volte non ha funzionato.

Non sono riuscito a scomporre ed ingannare tutti i demoni che mi hanno tenuto compagnia.

Cosi' e' per le femmine.
Cosi' e' per le tue cosce.

Per quanti mi sia sforzato, nulla e' cambiato, mai: le femmine, e di piu' la natura apicale del loro universo, le tue cosce chiuse, a nascondere il nido ed esaltare la loro intrinseca bellezza, le tue cosce decorate da pizzi neri, disegnano geometrie perfette sul biancore della pelle come striature scure di china esprimono idee di passione e venerazione, non hanno cessato un istante di essere assolute, indifferente la mia attrazione sacra ai moti dell'animo, orgoglio, frustrazione, parsimonia e prodigalita' quanto all'ambizioni egemoniche della mente.

Ed ancora, e nonostante tutto, io sono questo.

7 comments:

  1. Formule magiche . Le
    Parole a pensarci bene sono formule magiche .....
    FG

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    1. Vorrei saper dire 'cosce' in tutte le lingue del mondo.
      Vorrei saper dire delle sue 'cosce' in tutte le lingue del mondo.

      Nel suo dialetto, nel gergo zozzone degli scaricatori di porto, nel dolce stil novo.

      Le sue cosce ... e solo perche' sono le sue.

      Adesso torno in me, lo prometto.

      Domani e' lunedi - qui si lavora - e devo tornare alla fredda analisi delle quantita'.

      Ma per stanotte c'e' ancora tempo per sognare le sue cosce.

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  2. I quanti, i gatti e i paradossi. Buon lunedì
    FG

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    1. Amo la meccanica quantistica anche perche', nella versione un po' eretica dei multi-mondi, lascia sperare che esista un universo in cui i miei sogni di cosce e pizzi sono realta' :D

      Ciao Femmina.

      Gio

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    2. So che la ami. Non a caso !
      FG

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  3. Epperò...ho un' amico poeta! :)
    Molto, molto romantico, Gio.
    Buona serata!

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    1. Finalmente Sara ... oggi fa solo freddo, non si congela!

      Viva la primavera!

      Gio

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