Sunday, 24 March 2013

Dolori reumatici


Dalla schiena, dalla periferia degli arti infreddoliti sono saliti fino al cuore i dolori reumatici, le contrazioni irregolari, gli spasmi, i brividi.

Una notte in bianco, e le poche ore di sonno popolate d'incubo, ed infinite riflessioni sulla miseria, la mia, la tua, quella che d'ora in poi mi dimentichero', a martellarmi il cranio.


Tu potresti credere che un'esistenza come la mia sia la meno propizia allo sviluppo di sensibilita' e sentimenti.

Io, il fisico, il malato, il solitario, dovrei essere quasi sconosciuto all'amore, al semplice affetto, e viceversa non potrei averne idea.

Non e' cosi'.

Sono razionale, non pragmatico, e la mia capacita' di analisi raramente e' intervenuta, come ora, in una decisione di convenienza.
Fose e' stato cosi' solo quando l'alternative sarebbero state il manicomio o l'autolesionismo.

Sembra poi quasi che il non aver avuto alcuna esperienza abbia conservato e addirittura promosso certe visioni, ed ho improvvisato da perfetto ignorante, forse da idiota, una trasduzione completa e personalissima di gesti in sentimenti.

Cosi' oggi io, se non vuoi credermi fai pure, e' proprio il poter amare una creaturina il piu' alto dei miei desideri, la necessita' infranta piu' che inappagata che di tanto in tanto torna ad affossarmi.

Le puttane sono succedanei?
Un corpo in affitto e' semplice surrogato di un corpo amato?

E non sono anche queste sventurate esseri umani?
E non hanno anche loro un mucchio di problemi alle loro spalle, ed angosce incombenti sul futuro?

Certo, c'e' di tutto: l'ampiezza della domanda senza dubbio permette di invocare la legge dei grandi numeri, e tuttavia anche la varieta' delle ragazze e' tale da metterti in comunicazione con altro che troie, ninfomani, avide, superficiali ragazzine.

Ieri ho ricoperto di bacini il corpo di Jane.

E se lei si aspettava le labbra nei pochi punti consueti, io la sorprendevo, scegliendo la punta del nasino, la fronte, un lungo e sbilenco tratto che dalla spalla, a spirale, arrivava giusto giusto all'ombelico.

Le ho parlato di Ravenna, del Mausoleo di Galla Placidia, delle sue mattonelle rosse, semplici crosticine di terra, che dal di fuori ne fanno un edificio povero, tozzo, appena ingentilito dal fascino del tempo, e del cielo bruciato di stelle che ti fara' rimanere con il tuo bel nasino all'insu', una volta che, superate le apparenze, fidandoti di chissa' quale istinto o assecondando una morbosa curiosita', ti decidi ad entrarvi.

Retrocede tutto il formidabile apparato, tutto me stesso, di fronte ad una creaturina da amare, ma non posso piu' sostenere il dolore che, l'empatia, eguale al suo trasfonde come un sangue infetto nel mio cuore.

Un ago ficcato nel cuore, e credimi, l'ho sentito fisicamente trapassarmi il costato, squarciarmi il tessuto.

Non sono amato, e lo capisco, o almeno penso di capirlo: ho dovuto fondere elementi diversi, e non tutti malleabili, per costruire un'immagine ed un'esistenza presentabile, ed il risultato, al di la' del substrato immanente, disgustoso e sconveniente di infermo deforme, non da sicurezze, o semplicemente non stuzzica gli appetiti sessuali o le intime perversioni che fanno girare il mondo.

Non sono amato, e l'ho accettato, e follemente pero' ho continuato ad amare, e lo squilibrio ha ingigantito l'insostenibile differenza tra me e 'lei'.

Qui ho delle colpe marchiane, delle responsabilita' assolutamente censurabili.

Raramente per me una donna e' stata piu' che un'opportunita' per amare.

Non significano quasi nulla per me le sue parole, straordinariamente sempre uguali a se' stesse, banalissime.
Idee non ne ho sentite, il talento me lo riesco ad immaginare a fatica, stimoli non salgono quasi mai piu' in alto del cazzo.

Dilaga invece il sentimento, un affetto davvero ventricolare, che vale piu' di ogni dialogo filosofico, piu' di ogni alta condivisione.

Adesso ci rinuncio poiche' egoisticamente scelgo di non martirizzarmi per la tua infinita, infinita stupidita', e per una fragilita', una mollezza di volonta' che se facessi mie mi annienterebbero in un istante.

Non tollero chi e' privo di spina dorsale, chi e' sottomesso, chi non ha punti fissi o dignita', e, paradossalmente, per il fatto che io ho una spina dorsale d'acciaio, io non conosco sottomissione, io ho punti fissi dai quali non derogo, io ho una dignita' che equivale all'infinito dolore che l'ha costruita.

Forse non sono poi tanto diverso dal saputello che accetta tutto, ma non l'idiozia e la fiacchezza di spirito.
Mi da la nausea, forse perche' essendoti stato cosi' a lungo vicino, ho permesso, o temo di aver permesso, a quest'infezione di aggredirmi.

Un nuovo tentativo comincia all'alba di un altro giorno di pioggia e bufera, allo scambio di pochi messaggi freddi e sinceri.

Ognuno per la sua strada, con la convinzione che non ha senso crepare per un'altra persona, a maggior ragione se per questa non si puo' significare nulla, non un amante, non un solido sostegno, visto che tutto crolla all'intervento infinitesimale del piu' misero degli uomini.

Chi amero' adesso?
Chi in quel modo tenerissimo e quasi infantile, senza alcun fine e nessuna pretesa?

Nessuno.
Mai piu'.

(PS: il 'tu' cui mi riferisco non leggera' mai queste parole, sicche' la mia e' un'intima confessione).

4 comments:

  1. Le puttane sono socialmente utili e dovrebbero essere pagate dallo Stato.

    ReplyDelete
  2. Si, eppure sono convinto che, superato questo ostacolo misterioso, io stesso sono socialmente utile alle donne.

    Al limite sono proprio e semplicemente idiota :D

    ReplyDelete
  3. Non credo tu sia idiota. Credo piuttosto che sei un abile funambolo delle prospettive
    FG

    ReplyDelete
    Replies
    1. Adesso, per un po', mi prendo una pausa da rapporti personali non protetti.

      Infetto io, infetta lei ... cosa vuoi che ne uscisse? :D

      PAZZIA!

      Delete