Monday, 25 February 2013

Ti raggiungo


Ti parlo sempre di donne.

Racconto di quelle che vedo per strada, e per un motivo o per l'altro catturano la mia attenzione.

Non me ne lascio sfuggire una se non dopo averla sfiorata ed immaginata tutta: e' questo il destino delle deliziose studentesse in uniforme come delle giovani professioniste in completini eleganti, e non sfuggono alla regola ladies in guanti di seta e stivaletti di pelle, che si infilano con grazia inappuntabile in automobili scure.

Continuita' di un desiderio che si evolve e riafferma in condizioni e situazioni diverse ... pensando cosi' inizio a ragionare in termini individuali, ed ad avvicinarmi lentamente all'idea di una donna, di un'amante.

Uno dopo l'altro, gli aspetti della mia esistenza combaciano coi suoi: la malinconia e' allora un damascato che ci confonde, ricamo e sottonfondo egualmente splendidi e sofisticati sono inestricabili, ed il piacere e' uno dei sinonimi di fusione, e l'amore la consolazione che cerchiamo, l'esaltazione nella quale non sappiamo piu' o ancora credere.

A questo punto sei tu, Valentina.
E' necessario una preparazione attenta e che non disconosca l'esperienza per poter sostenere la tua presenza.

Non credere che la progressione sia finita.

Ti raggiungo solo quando ti riconosco in ogni singola tua componente, nella lacrima per un lutto tutto interiore, nello sgomento per questa giovinezza che corre, e senza che la si sia mai posseduta sembra gia' sbiadire, e poi tutte nei segreti del corpo, l'umido del respiro affannato, la rigidita' dei muscoli tesi allo spasimo nell'orgasmo, il calore umettato del nido.

Adesso ti raggiungo, amore mio.

(edit perpetuo).

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