Monday, 18 February 2013

Sai qual e' il problema, Valentina?


Sai qual e' il problema, Valentina?

Penso alle 'sensate esperienze e necessarie dimostrazioni' di Galileo.

Nei limiti del pensiero di Galileo, che precedeva di secoli l'alta sistemazione logica di Godel e la scoperta sensazionale dell'incompletezza, ogni cosa, ogni realta' era congrua ad una sensata esperienza e ad una necessaria dimostrazione.

Fino ad oggi le 'sensate esperienze' mi hanno convinto oltre ogni ragionevole dubbio che di uomo, qui, non c'e' neppure ombra, almeno per quel gran numero di donne che io mi vorrei fare.


Ne vedo ogni giorno, non credermi diverso da uno degli altri animali.

La vedo, e' bella, mi piace come ride.

Dentro penso alle moine, che con quella voce da civettuola presuntuosetta devono avere un suono davvero celestiale, e sono io complice del suo piacere, io che ne sbilancio la decenza, io che scelto la convinco della sua decisione.

Zero.
Due di picche se non indifferenza.

Per tutte le donne che mi hanno attratto o infatuato io non ho significato nulla come uomo.

Per alcune, non lo nego, avro' forse rivestito la figura del saggio o dell'amico - stracci da pezzente, null'altro.

Qui si spingono le sensate esperienze a imbrattare la tela magnifica dei pensieri.

Laggiu' ancora resistono le necessarie dimostrazioni.

Li sei tu, Valentina.

Ecco che riesco ancora ad ingannarmi: se tu fossi qui, se fossimo liberi da un altro rapporto, se avessimo modo di incontrarci, se, se, se ... e nonostante tutto riusciremmo ad amarci.

Ecco allora capisci che l'argomento teorico non crolla poiche' non si e' mai dovuto confrontare con la realta'.

Io una donna come te non l'ho mai incontrata, o perlomeno mai frequentata.

Certo, Giulia era straordinaria, ma l'ho vista ben poche volte, in una sola circostanza ho avuto modo di parlarle a quattr'occhi, e le altre non ho avuto neppure occasione per coglierle in una dimensione non di semplice illusione.

Cosi' adesso sono terrorizzato.

Ora che le necessarie dimostrazioni di cui sono tanto geloso, e che ancora mi paiono l'unica alternativa ragionevole all'annichilamente, una ragazza vivace, intelligente e carina potrebbe sgretolare, forse gia' mina ... io per la prima volta da tanto tempo ho paura.

Mi rincuora solo una convinzione: neppure lei e' come te.

Sei tu a ribadire l'incompletezza del sistema.

Sfuggi ad ogni tentativo di riduzione, non ti so sintetizzare a partire dai miei irriducibili.

...

Sfinito, rinuncio a definire spacciata la mia condizione.

Cosi' mi abbandono confuso all'idea di te.

In questa notte gelida, nella quale tutto sembra crollare per un'ultima volta, le stelle, lassu', sono fisse ed inviolabili.

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