Saturday, 16 February 2013

Rivoluzionario

Ti sei mai svegliato soffocato da un grumo di sangue e pus che ti tracima dalla bocca?

Io no, ma ho sognato di farlo, e proprio pochi minuti fa.

 Dalla ferita aperta ed infetta esce fuori lentamente, per aderire alle pareti interne della cavita' orale, la sostenza appiccicosa e densa.

Liquida in un primo istante, si fa via via crosta, placca in superficie.

Tu non te ne accorgi.

Poi, alla prima sofferenza respiratoria, cagionata da chissa' quale dei candidati possibili, ti svegli di colpo, che' un segnale di emergenza irrigidisce tutti i nervi, acutizza i sensi.

Apri gli occhi, e ancora prima di riuscire a muoverti gia' hai pianificato i gesti: ti infili le dita in gola, prendi come puoi quella massa putrida ed ora semiliquida e la allunghi fuori dalla bocca.

Cosi', ora sgocciolando, il coagulo rimosso libera le vie respiratorie.

Assieme gioisci e tremi: ritrovi il flusso d'ossigeno, ma sei sgomento mentre contempli il volume rossastro, e in un attimo cerchi di tradurre quella forma irregolare in litri, in frazione della riserva ematica totale.

Qualcosa di simile mi e' capitato che ero bambino, e quell'esperienza tragica, come altre, un volo in moto, il fuoco, il freddo, spesso torna in quell'istante in cui il sonno e' tanto profondo da sostituirsi al reale con la somiglianza che solo il ricordo sa stabilire.

Nel letto, ancora bagnato dei residui viscerali e freddi dell'incubo, ho ripensato a Mike Bongiorno.

Quello era capace di smerciare orridi cibi liofilizzati spacciandoli per prelibatezze da buongustai.

Io stesso da adulto, nell'indipendenza dei primi anni di universitario, la volli provare una volta, questa succulenta zuppa ai ceci Knorr pronta in pochi minuti.

Padellino di acqua calda, dado, versare il contenuto della busta.
Nelle istruzioni si dimenticano solo una cosa: 'vomitare'.
Manca giusto la formina dei budini per tornare tutti bambini.

Mi pare si possa ormai dire senza timore di essere smentito che non ho capito mai gran che' della vita: mi capitava senza trovare posizione in nessuno schema.

Non pretendevo si adattasse ad un disegno logico, ma che si uniformasse a dei modelli.

Non e' mai capitato.

Se pure questo dopotutto mi ha negato una serie di congiungimenti desiderati o realizzazioni convenienti, mi ha anche permesso per certi versi di eliminare molti articoli determinativi dall'esistenza, e cosi' di appropriarmi di vita, amicizia, passione.

Sono un rivoluzionario.

5 comments:

  1. Il fiele, il miele dei dannati.

    ReplyDelete
    Replies
    1. Di fame non moriremo.
      Ciao Pierluigi.

      Gio

      Delete
  2. Noi e la nostra vita siamo due cose ben diverse.

    ReplyDelete
    Replies
    1. La nostra vita sa ben poco delle nostre pene interiori.

      Le basta tirare avanti, e somiglia maledettamente all'amica dell'ultima poesia di Pierluigi (e' quella lettura che mi ha fatto tornare alla mente le buste gia' pronte Knorr).

      A presto

      Gio

      Delete
  3. Lorenzo, Gio.
    Vi chiedo scusa se ho cancellato il post ma in questo periodo sto distruggendo anche quel poco che a fatica costruisco.

    Pier

    ReplyDelete