Wednesday, 27 February 2013

Risorse


Ieri notte me ne sono andato a letto comprensibilmente saturo di un desiderio ardente, distruttivo, definitivo di morire.

Morire subito, per carita'!

Per motivi estetici, pensavo che una morte indotta da un problema cardiaco sarebbe stata la migliore.

Insomma, se devo recitare una parte, che almeno il gran finale sia all'altezza del copione.


Ti diro' di piu': mentre cercavo una posizione nella quale il dolore mi desse tregua almeno per i pochi minuti necessari ad chiudere gli occhi, sono giunto a domandarmi, ed e' la prima volta, se non debba io impegnarmi a fondo per vincere la ritrosia che mi fa escludere anche solo l'ipotesi del suicidio, piuttosto che centellinare un veleno atroce che in agonia, ma troppo lentamente, uccide.

Dentro, era la speranza vaga di un nuovo dono delle risorse della mente.

Alla capacita' di soffrire, sviluppata, anzi cresciuta a dismisura attraverso esperienze apparecchiate dal conflitto tra intelligenza, desiderio, necessita' e virtu', qualita' queste delle quali non e' folle immaginare definizioni, meccanismi, legami, sembra corrispondere una speculare dimensione di furore e piacere.

Si sviluppano seguendo il piu' bizzarro nesso di causa ed effetto che si possa immaginare: soffri, ed impari a godere di piu'. Sei insultato, e trovi nuovi desideri. Sei defenestrato, e scavi una nuova galleria.

Qui sono le risorse della mia mente, o meglio di quella parte della mia mente disgiunta dall'intelligenza.

Sono sorprendenti, ed io so per certo che l'infinita ed ineffabile natura di questo potere, ne ho evidenze numerosissime benche' non interpretabili in senso analitico, esaurisce ogni ragionevole dubbio circa il senso della mia vita.

Cosi' questa creaturina razionale, che si guadagna il pane con la matematica, ed e' severo censore degli usi inappropriati della logica, vive in un mondo inafferrabile, e si affida all'invisibile.

No comments:

Post a Comment