Sunday, 17 February 2013

Pensieri


Anche oggi ho camminato un poco.

Sono salito e sceso per la collina, infilandomi in striscioline boscose, seguendo il sussurrare di un ruscelletto, carezzando tenere piantine.


E' confondendomi nella macchia che ritrovo pace.

Dialogo con la natura.

Non ho piu' bisogno di un sistema di riferimento cartesiano per affermare la mia esistenza.

Prima della nascita del pensiero, io gia' esistevo.

Il pensiero e' mutevole, risente delle condizioni del nostro stato.
La stanchezza lo rende opaco, e la disperazione e' spesso sua progenie.

Allora mi riapproprio di un'identita' indubitabile, fondata, confortante, solo se batto il cavo di immensi tronchi che accompagnano sentieri sdrucciolevoli e ripidi.
Gia' per meta' sprofondati nel fango si offrono esausti e vinti al ventre rigeneratore della terra.
Trovo equilibrio se mi arrampico su colossali radici muschiate, e saldo mi aggrappo a cortecce rugose.
Mi specchio davvero se comunico con le creature invisibili del bosco, gli uccelli che abitano i nidi intricati, i piccoli mammiferi che scavano cunicoli che sono tane, i cespugli che ammorbidiscono e cicatrizzano le crepe del suolo.

La roccia, testimone esteriore dell'intimita' minerale della terra, egualmente accompagna la migrazione, e mi trascina indietro, ai paesaggi montani, aspri e tuttavia cari dell'infanzia: cosi' si ricompone la frattura che io stesso impongo ogni volta che mi allontano dalla contemplazione della natura.

Da lontano continua a berciare il traffico, e detesto ogni intromissione del ferro e della plastica, ma so trovare in un'intervento umano di pietra, un ponticello, un argine, lo spigolo di un camminamento, una gentile concessione, l'opera compiuta di un predicatore sconosciuto e tuttavia amico.

Non ho camminato che per due ore circa, forse meno.

Un dolore lancinante tortura, a tratti, il ginocchio sinistro.
Una fitta improvvisa, prima, mi ha quasi fatto ruzzolare giu' per le scale.

Non so cosa sia, ma e' la seconda volta, in una decina di giorni, che questo dolore mi aggredisce.

Chi se ne frega!

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