Saturday, 2 February 2013

Mi sono spento


Mi sono spento.
Mi sono spento per la prima volta.

Ad un certo punto dell'esistenza, puo' capitare di trovarsi tra le mani null'altro che una penna ed un cartoncino.

A me e' successo.

Ho riempito un foglietto delle mie note: scrivevo piu' fitto che potevo, perche' in quella misera superficie dovevano stare i sogni, i progetti, perfino le idee irrealizzabili.

Alterne fortune mi hanno convinto a sigillare tutto in un cassetto per lunghi anni.
Mi sono messo al sicuro, e' vero, ma mi sono anche nascosto ai tuoi occhi.

Un giorno, chissa' come, mi e' venuta la balzana idea di riprendere quella matassa confusa e curiosa, e di ripristinare le atmosfere dell'originale ispirazione.

Mi sono espresso come una di quelle esibizioni itineranti che girovagano per il mondo, ma la vita e' statica, ed uno spettacolo degli orrori non puo' mettere radici in alcun luogo.

L'inchiostro e' sbiadito, ma riuscivo ancora leggere ogni parola.

Un accidente, un'ennesima delusione, un'ulteriore overdose di realta', e' sufficiente per convincermi a disfarmene, ad accartoccialo, e gettarlo in una pozzanghera.

Annacquato, l'inchiostro si spande, perde regolarita' ogni tratto, tutto si fa confuso.

Si sovrappongono le linee dei progetti a quelle dei sogni.

Le concavita' ben risolute di diagrammi e funzioni, li dove intrappolare certamente un istante di tranquillita', si fanno macchie indefinite, e si sfilaccia la carta, digerita dall'umidita'.

...

Tu non hai idea di quali donne meravigliose io abbia visto stasera.

Un'amica, che conosce la mia passione per le femmine, mi ha convinto ad accompagnarla ad uno spettacolo di danzatrici del ventre.

Oh, ci sono ben poche cose piu' belle di un culetto ben levigato di ventenne, ma quanto possa essere piu' meraviglioso se contemporeamente obbedisce e comanda agli impulsi della natura tu non puoi comprenderlo se non a due metri da una ballerina che con un colpo d'anca, una dose incognita di esibizionismo ed una sensualita' non ancora del tutto consapevole, lo sospinge con una rotazione del bacino in fuori, li dove piega ogni ragione, ogni istituzione, ogni legame, ai capricci ed all'allegrezza del suo ego.

Corpicini minuti, sinuosi, disegni stilizzati quasi, stretti in vestiti orlati di sonaglietti e avvolti in scialli semitrasparenti danzavano innanzi a me.

Non saprei dirti di tette o gambe, stasera.

Ho conosciuto solo visi che introducevano in fretta a bei culetti.

Vi cadevano subito gli occhi, oscillando qua e la a ritmo di musica, spinti con veloce centrifuga verso il basso dall'ancheggiare delizioso.

Sono tornato a casa quasi subito.

Un riflesso condizionato, o forse e' semplicemente l'incidere della vecchiezza sull'animo, e' riuscito a scacciare fuori dai miei pensieri perfino l'immagine di un culetto ben levigato di ventenne.

Le guardo perche' mi ricordo d'aver sempre fatto cosi'.
Me ne allontano perche' e' sempre finita cosi'.

Mi assolvo pensando che certamente ci sara' qualcun altro stanotte a fare l'amore con loro, a farle divertire e sentire adorate come meritano.

...

A venti metri da casa, dove passo ogni giorno tornando dal lavoro, ho trovato una corona di fiori all'altezza dell'attraversamento pedonale.

Mi sono avvicinato con in cuore una pena gia' conosciuta.

Ho cercato una lettera infilata tra quei gambi recisi.
Era accartocciata.
Cosa vuoi che vi abbia letto?

Grafia incerta, messaggio incomprensibile, cancellature.

A due metri la burocrazia delle polizia stradale, che si esprime con sintassi stringata, codificata in caratteri bianchi stampati su cartelloni metallici blu, spiegava tutto.

Li solamente ho sentito d'avere ancora un cuore.

2 comments:

  1. Grazie per essere passato dalle mie parti.
    Ti leggo - e so il dolore. Rivelato. Indicibile.

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  2. L'ho cercato con cura.
    Ciao!

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