Monday, 11 February 2013

Giramenti di testa

Wow, gira tutto stasera.

Girano i palazzi, girano i mobili dentro la stanza.

E' come se fossi sbronzo, o un po' fatto, ma giuro che ho bevuto solo acqua fresca, e mandato giu' farmaci regolarmente prescritti dal medico.

Se non e' il mondo intero a volteggiare, se devo rinunciare a Tolomeo per abbracciare Kepler, credo di aver rischiato un paio di volte di perdere l'equilibrio.

Camminavo quasi al buio, lungo il vialetto che dall'ufficio si stiracchia su per un lieve pendio fino alla fermata dell'autobus, tra cespugli ostinatamente sempre verdi e alberelli che gia' mettono fuori gemme, e sono tutte orgogliose come capezzoli, e all'altezza della scaletta avvertito avuto un lieve tremore, e mi sono piegato un po' sulla sinistra.

Mi sono ripreso subito, e ne ho approfittato per mordermi la lingua e schiacciarmi i polpastrelli, come tanti anni fa mi ha insegnato il dottore.

Poi e' tornato tutto a roteare, mentre qui in camera leggevo in poltrona: mi stavo alzando per andare in cucina, e' l'ora della mia arancia notturna, e a momenti finisco a gambe all'aria.

Nulla di che: una ricaduta di influenza, offerta dal freddo che e' tornato pungente, ed una bella sensazione di leggerezza.

Da che vivo da solo, per di piu' all'estero, lontano migliaia di chilometri dai miei cari, a me viene francamente da ridere ogni volta che non sto benissimo.

Noi dobbiamo tener presente che quasi sempre esiste una componente soggettiva degli accidenti che ci capitano.

Cosi' problemi di salute, ma anche delusioni, tristezza, ansia, tutti i dannati danni che appesantiscono e precipitano giu' morale, sono almeno parzialmente drogati dalla nostra condizione psicologica ed ambientale.

Io dico, postulo, ipotizzo, che questa parte del male obbedisca ad una sorta di principio di indeterminazione, tale per cui maggiore e' l'amore che abbiamo intorno, minore la portata della sofferenza, e viceversa.

La solitudine glaciale nella quale vivo gonfia all'infinito, in questo schema, l'ampiezza del malessere, che io comunque riesco a sopportare, gestire, risolvere.

Mi rinfranca, capisci?

Ed allora rido, e mando all'inferno questa nullita' che e' l'affanno che mi e' capitato fino ad ora.

Oggi comunque questo imbecillino di terza categoria mi ha impedito di lavorare: in tutto il pomeriggio non ho che scritto 5 righe in croce, e domani dovro' pur ricominciare a macinare, che' il tempo corre, e le incombenze, seminari, incontri con ospiti, conferenze, meeting con gli sponsor, si avvicinano, e annunciano nuovi impegni, e richiedono energie inesauribili!

...

Fa freddissimo.
I pub sono gia' aperti e pullulano di occhi e sorrisi.
Sorprendente vederne cosi' tanti gia' di lunedi!

Rincasando mi domando cosa cerchino gli avventori dei bar, i frequentatori di caffe', gli habitue' dei bordelli.

La bellezza?

Follia.

Io stasera l'ho incontrata fuori, la bellezza.

La bellezza non credo si trovi inscatolata, confezionata ed esposta in vetrina.

Mi e' piu' facile immaginarla selvaggia, senza briglie, indomita, involata, forse tanto impetuosa da essere egoistica.
Di certo e' incomprensibile.
Io, almeno, la fraintendo da sempre.

La bellezza e' brada, inquieta, sfuggente.
Proprio come te.

Te l'ho gia' detto: vivo in uno dei quartieri piu' alla moda ed eleganti della citta', in un punto strategico equidistante da campus universitari, parchi, musei, palestre, negozietti pieni di cianfrusaglie meravigliose.

Cosi' e' normale trovare graziose ragazze, ed infatti io ne vedo ogni giorno.
Ogni giorno ne vedo di che riempire il mio letto.

La bellezza, comunque, e' altra cosa.

La bellezza si riconosce al buio.

Mi e' capitato stasera.
Camminavo gelato e perfino un po' barcollante verso casa, con mille pensieri in mente e la stanchezza del weekend, ormai raffreddata e da smaltire.

Fischiettava, qualcuno, e mi veniva incontro.
Fischiettava proprio bene, un motivetto non improvvisato, un Brahms avrei detto, e riempiva ogni spazio, e rimbombava di parete in parete.

Mi aspettavo di vedermi venire incontro un vecchio direttore d'orchestra, al limite un marinaio un po' brillo.

Volta l'angolo, e vedo: e' una ragazza.
Alta, snella, carina.
Portava a mano una bicicletta sul marciapiede umido della notte.

Non si e' scomposta minimamente trovandosi di fronte, avvolto dalla tenebra, un abitatore del regno dei morti.
Non si e' scomposta neppure quando ho risposto al suo fischio con il mio.



Eppure io anche stasera, come ieri, come il giorno prima, e' a te che sto pensando.

6 comments:

  1. Sorry, ma io penso a questo se sento quel motivetto...
    perchè io sono una persona molto molto malata :D

    ReplyDelete
  2. questo intendo: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=E84OWq6z3IQ#!

    ReplyDelete
  3. Te lo devo confessare, persona molto molto malata ...

    Anche a me veniva in mente quello, e proprio quel link avevo messo inizialmente.

    Poi pero' mi e' venuta voglia di scoprire l'originale, e l'ho trovato dopo una breve ricerca.

    Non conosco il film, ma pare si tratti di un thriller piuttosto angosciante.

    Protagonista, ovviamente, una persona molto molto malata.

    Ciao :-)

    ReplyDelete
  4. Invito - italiano
    Io sono brasiliano.
    Dedicato alla lettura di qui, e visitare il suo blog.
    ho anche uno, soltanto molto più semplice.
    'm vi invita a farmi visita, e, se possibile seguire insieme per loro e con loro. Mi è sempre piaciuto scrivere, esporre e condividere le mie idee con le persone, a prescindere dalla classe sociale, credo religioso, l'orientamento sessuale, o, di Razza.
    Per me, ciò che il nostro interesse è lo scambio di idee, e, pensieri.
    'm lì nel mio Grullo spazio, in attesa per voi.
    E sto già seguendo il tuo blog.
    Forza, pace, amicizia e felicità
    Per te, un abbraccio dal Brasile.
    www.josemariacosta.com

    ReplyDelete
  5. E' sempre un ricominciare...
    Il coraggio dei tuoi orizzonti senza confini dove il tuo dolore non ha paura.
    Ricordi tua casa, gli affetti lontani.
    Bello anche questo tuo sorridere alla sofferenza! :)
    Sei grande come il mondo Gio.
    Un bacione! :)


    e non fermarsi mai.

    ReplyDelete
  6. Non fermarsi mai, davvero.

    Ciao Sara!

    ReplyDelete