Monday, 4 February 2013

"Forse tu non pensavi ch'io loico fossi!"

"Forse tu non pensavi ch'io loico fossi!"

Cosi' dice un demonio, nella Divina Commedia, e poi si trascina all'inferno, per l'eternita', un'anima dannata.

La strappa a San Francesco, attorcigliandone la volonta' in un paradosso, fermandolo un attimo prima che questi l'introduca nel regno dei cieli.

E' la logica a condannarmi.
E' la logica cui credo, e di cui ho fatto anche, dopotutto, una professione.
E' la logica di cui mi servo per aiutare gli altri: distillandola di volta in volta in un farmaco, in un sonnifero, in un semplice palliativo, io ho imparato bene a  conoscerne ogni possibile applicazione, ne ho autenticato le capacita'.
Mi condanna.

'Superficialita'': ecco un'altra delle tante parole che andrebbero usate con maggior parsimonia.

Non dire che ti innamori di un corpo prestante, di un uomo dall'evidente mascolinita' perche' sei una superficiale.

Io ci vedo solo buon senso.
Vuoi costruire un rapporto solido?
Salute, energie, futuro, sicurezze ... ecco cio' di cui hai bisogno.

'Mens sana in corpore sano' dice una fonte di saggezza antica di secoli, sopravvissuta al disfacimento di una lingua, e stabilisce implicitamente un legame di condizione necessaria che gia' mi esula da ogni discorso logico, sensato, saggio.

Cosi' dice la logica, ed io ripeto convintamente quest'eco che mi sfonda le pareti del cranio rimbalzando di nervo in nervo.

Avresti dovuto vedere come mi guardava la madre di Daria.
Aveva capito che mi ero innamorato di sua figlia, ed era in chiarissima ansia per lei.
Se ci sapeva fuori assieme, televonava per sincerarsi che tutto fosse sotto controllo.
Quando capitava, raramente, di incontrarsi, era tutta una vibrazione, una fibrillazione esemplare.

Come darle torto?

Quale futuro avrei potuto offrire a sua figlia?
Vedeva, ne sono convinto, le garze, i tremori, i drenaggi.

Nelle pur infinite combinazioni di titoli, meriti, attributi che devo riconoscermi non riesco ad estrarre una formula minimamente convincente.
Non so fare propaganda di me stesso per il semplice motivo che e' impossibile ingannare, quando e' il viso a raccontare ogni cosa.

Non era superficiale quella donna: era premurosa e attenta.

Le garze sporche, le notti insonni, le grida, i pianti di me bimbo, e potrebbero essere domani quelle di un nipote, di un figlio, erano incontestabili prove a mio carico.
Nessuno vuole portarsi in casa la rogna.
Ogni tanto si va a teatro, se ci si vuole intossicare appena di grandi passioni, di eventi che stravolgono.

Poi si torna a casa, e li ammuffiscono i pensieri prima che diventino preoccupazioni.

Superficiale e' non conoscere altro sinonimo di lungimiranza che noia, e' credere che le esperienze che attraversiamo non ci possano cambiare, o ancora di piu' non permettere ad altro che grassi, proteine e zuccheri di penetrare dentro di noi.

Superficiale e' non interrogarsi sulle rughe di un viso, soffermarsi solo su espressioni vuote e rimandare ogni riflessione.

Le mie non sono neppure rughe, sono cicatrici.

Cosi' io sono l'ultima cosa di cui una donna ha bisogno.

2 comments:

  1. Sai, è innato nella specie animale scegliersi il partner più bello per la prosecuzione della specie e il miglioramento della razza, per cui è istintivo essere attratti da persone avvenenti. Avendo poi dei modelli che ostentano tette, culi e muscoli perfetti a noi non rimangono molte possibilità.
    Quando comincerai a disinteressarti dell'argomento vedrai che ti sentirai un uomo libero.
    Ti abbraccio!

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  2. Ma cara Marisa, io senza donne non esisto proprio.

    "Sai ch'elle per me son necessarie più del pan che mangio, più dell'aria che spiro!"

    Che disastro!!!

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