Thursday, 10 January 2013

Una folle dichiarazione d'amore


Hai vinto tu, Valentina.

Per un istante ho la presunzione di entrare nei tuoi pensieri.

"Cosa avrei vinto?
E come?
E come avrei potuto vincere senza neppure partecipare?"



Ieri, quando mi sono risvegliato verso le quattro del mattino fantasticando di
te, le parole non erano piu' i solidi del giorno, che senza potersi modellare approssimano solamente la forma contorta di un'immagine, di un pensiero.

Si erano liquefatte, le parole, ed andavano ad aderire perfettamente all'idea di te, Valentina.

Le avevano fuse l'amore e la passione.

Molte erano oscene, ma tutte perfette.

Hai vinto tu, Valentina.

La tristezza di questi giorni, le difficolta', le paure ...
Tutto hai spazzato via.

E' bastata la figura del tuo viso bagnato d'erotismo, ovvero il
compimento di un percorso che aveva sfiorato i tuoi seni, le gambe, il
sorriso.

Per la prima volta ho desiderato una donna che amo.
Per la prima volta mi e' diventato duro senza che fosse conteso il
primato al cuore, alla mente.

Desiderio,donna, amore.
Cazzo, cuore, mente.

Queste parole che tanto spesso si sono escluse a vicenda, per la prima
volta erano giunte assieme.

Ho desiderato scopare sconosciute, lo sai bene.

Spesso mi sono imposto, alla vista di un bel culetto o due tettine
perfette di immaginare scenari erotici: per continuare a vivere
ho scelto l'attrazione per la donna, il piu' potente narcotico che
esiste per un uomo.

Perfino le mie avventure con le prostitute non erano che incentivi a
non lasciarmi andare, a non deperire,  e proprio per questo non hanno mai interrotto periodi di innamoramento o depressione, questa e' la mia fertilita',
ma solo settimane di noia incolore.

Avrei poi voluto fare l'amore con donne cui mi legava una forma
intensa di affetto: e forse sbagliandomi credevo che i baci, le
carezze, perfino la penetrazione avrebbero suggellato, dato sostanza,
significato quel soccorso che volevo offrire e ricevere.

Mai pero' ho amato, bramato, contemplato nello stesso letto.
Mai prima di te, Valentina.

Nell'assurdita' assordante ti sbottonavo giusto due o tre bottoni
della camicetta, e poi dovevo strapparla, per rendere giustizia al tuo
seno.

Sempre assecondando la follia, ti prendevo come un animale, ovvero
come un uomo che ha perso la ragione, ovvero esattamente com'ero io.

Non ho potuto riguadagnare il buon senso se non dopo l'offerta
dell'ultima goccia di delirio.

Ho ricordato i tuoi moniti.

'Gio non sono come credi'.

La timidezza, l'essere permalosa e, come dici, un po' stronza, e tutti
gli altri suggerimenti che mi hai bisbigliato perche' arginassi le mie
sbandate non fanno che evocare un'immagine di amante ideale, perfetta.

La tua bellezza e' poi l'ossatura della fantasia, e la mente, che oggi
davvero non so definire, l'articola.

Di questo non senso io non ho paura.

Non temo che da domani crederai d'avere a che fare con un pervertito,
un malato di mente.
Tornero' freddo ed ospitale, te lo giuro, se queste parole t'avranno
gettato addosso un'insopportabile inquietudine.

La ragionevolezza dei due adulti che siamo sono elementi che non sfuggono neppure adesso al mio giudizio, ma non posso ignorare il resto.

Tutto questo e' folle solo per la situazione complicata che esiste tra un uomo ... ed un'idea.
Ma il resto e' il senso della vita.

...

Anche se esausto e gia' dissanguato, io devo cercarti fuori da questo rifugio, Valentina.

Devo, altrimenti non riusciro' in nulla.

Quali rosee prospettive suggeriscono certe affermazioni.

Io non avro' mai una donna, e' ovvio.

Dato per scontato che io non cerco una ragazza qualsiasi, ma una creatura graziosa, spigliata, sensuale ed intelligente, e' scontato che lei avra' una schiera di uomini alle calcagna, e saranno attraenti, sicuri di se', affascinanti, dotti, ma anche fossero qualsiasi trionferebbero comunque su di me, mediocre creatura i cui talenti spiccioli non compensano alcuna delle mie mancanze, delle mie deformita'.

Non c'e' proprio modo che io possa essere preferito in un insieme di individui qualsiasi ... e di questi e' denso il mondo.

Tra me ed una donna ci sara' sempre un uomo qualsiasi.

Maledizione.
Cento volte maledizione.

Domani si torna a parlare di puttane che e' meglio, almeno avro' qualcosa di diverso cui dedicarmi.

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