Friday, 18 January 2013

Umiliazione^2


Il titolo lo devi leggere cosi':

'Umiliazione al quadrato'.

La mia vita orribile si sporca ogni giorno di nuove umiliazioni.


Un'umiliazione e' una macchia sulla nostra fibra, sulla nostra resistenza.

Non e' semplice chiazza di lerciume.
E' una schifezza corrosiva, che mangia in fretta, e lascia un buco attraverso il quale puo' passare di tutto.

E' ormai in brandelli.
Ne ho persa di sfotta, eh?

Sono infreddolito e pieno di graffi.
Cio' che resta lo tiene attaccato alla pelle sangue ragrumato.

La piu' tremenda tra le umiliazioni e' un'umiliazione al quadrato.

Non la verita' che cio' che conta nei rapporti con le donne e' il corpo, quel corpo che io non posso mettere in mostra, ne' esibire, ne' barattare, no.
Quella e' una semplice umiliazione.
La eleva a potenza scoprire che dentro avevi creduto a cio' che evidentemente e' una cazzata immensa, e cioe' che no, non e' cosi', non e' cosi' che per poche donne superficiali e sciocche, ma che da qualche parte ne esistera' pur una che ti potra' amare e desiderare, e non vedra' o sara' indifferente alla gobba, alla magrezza, alla morte alle tue calcagna.

Ecco, in un istante realizzi di non essere solo storpio, ma pure coglione.
Oh cazzo: io non ho cervello!

Non ho piu' nulla da darti.
Io non esisto piu'.
Dentro sono colmo d'odio.
Gia' ribollisce.

E' necessaria una glossa.

Sto scrivendo questo diario per Valentina.
Quando trovi un 'tu' tra le mie parole e' quasi sempre a lei che mi rivolgo.

Da tanto tempo e' cosi', da prima che la iniziassi a chiamare con questo nome di fantasia.

Quasi tutte le pagine sono mozziconi di sigaretta mordicchiati e gettati nel suo posacenere.

Che esista o meno, non importa, mi basta immaginare il suo sguardo su di me.

Se esiste, sa bene che ormai sono spacciato.

E cosi' lei mi osserva triste.

E' triste.
E' triste del futuro di violenza e vuoto che, se la morte non mi prendera' presto, io costruiro' minuziosamente, con la cura maniacale di chi non ha altro da fare.
E' triste.

Sai, io non sono sconfitto.
Sono semplicemente un insonne.
E la notte, quando le altre creature si ristorano, nel calore di un abbraccio, nelle distrazioni della passione, i miei occhi restano spalancati.
E vedo la brutalita' del buon senso, le ossa bianchissime dei cadaveri lasciati insepolti, sono i vivi che mi circondano, e patisco umiliazioni che hanno nomi di donne e di uomini.

Quante volte il peso del mio destino e' stata confrontato con quello di un altro.

(nomi, nomi, nomi di donne e di uomini copulano nella mia mente).

Ed ogni volta il giudizio e' stato lo stesso.

(lui, loro due, lui, loro due, lui, loro due).

Qui e' finito lo spettacolo.
Il registro cambia.
Cambiano i colori, le espressioni del viso.

E' finita.

Non mi interessano piu' nemmeno le puttane.
Non sopporto piu' la pietosa pazienza delle donne.
Loro non sanno che farsene delle mie parole, io ormai non mi illudo piu'.

Solo mi confortano un poco le passeggiate nei boschi, che pero' sono poco piu' che giardini incolti da queste parti, ed i piccoli doni della natura, che e' avida d'inverno.

Sono stato male altre volte, in vita mia.
Ultimamente lo sono troppo spesso.
E' cosi' perche' si sommano i contributi di diverse crisi, e non c'e' mai una compensazione in mezzo per galvanizzarmi.

Non mi interessano le droghe.

!PS: non sto per andare a suicidarmi sia chiaro!

Nevica.
Fuori e' gelida la notte.
Se mi addormentassi su una panchina senz'altro morirei assiderato.
Per rendere la cosa piu' accettabile potrei ubriacarmi prima, cosi' sarebbe sui giornali notizia di una notte di baldoria finita fuori controllo, e non il piu' ridicolo dei suicidi.

Ma non c'e' nulla da fare, non riesco neppure a concepire di accopparmi.
Mi infastidisce la sola idea.


Dentro, intanto ...

Reclama, il demone.
Esige.
Pretende di essere chiamato per nome.

Ho paura a pronunciare il mio.

3 comments:

  1. Mi permetto di consigliarti il blog di un mio amico: "Il posto delle nebbie".
    Sappi che io ti leggo sempre.

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    1. L'ho visitato, e tornero' a seguirlo.
      Grazie delle tue parole, come sempre.

      Gio

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