Wednesday, 2 January 2013

Puttane


Oggi ho pensato di aprire un nuovo blog, con un nome diverso, ove trattare argomenti dei quali qui, in questo mio diario, discuto raramente, e solo tra le righe.

Li, con un linguaggio più crudo, ma comunque mio, mi dedicherei senza alcuna remora a descrivere intrighi e combinazioni di sesso, puttane, desiderio, curiosità, paure, odio, furia, frustrazione ... insomma ciò che dopotutto mi costringe anche qui.

L'ho creato, il blog.

Ho scritto anche il primo pezzo, è quello che segue, e ho perfino aggiunto un'immagine, mia, piuttosto esplicita.

Non chiedermi se quanto segue sia verità, fantasia, inganno.
Adesso non saprei dirtelo.
Ti basti comprendere che l'ho pensato ed elaborato.

Voglio capire se abbia senso scindere due componenti, che sono forse due metà, ovvero il malato che dignitosamente affronta una vita aspra, e come un abile artigiano con pazienza e buona volontà si ingegna ad ovviare a mancanze oggettive, e l'uomo da sempre innamorato e ardente di desiderio che giunge, convinto che i ripetuti rifiuti ed il freddo disinteresse siano dovuti alla sua definitiva condizione di deforme, a rivolgersi alla prostituzione per soddisfare una parte minuscola dei propri istinti,  oppure se sia più onesto o conveniente coniugarle.

Mi chiedo anzi se sia sensato essere onesti parzialmente, lo sono stato in queste migliaia di pagine, dove non ho taciuto di un'estesa area dell'animo mio, o sia più saggio tacere completamente, o non nascondere alcunchè.

Non ho pubblicato nulla sul nuovo blog.

Stavo per farlo, ma poi mi sono ricordato dell'erotismo esplicito di grandi autori, di sofisticate scrittrici che hanno dedicato la loro opera all'indagine e alla descrizione dei sensi.

Non mi paragono certo a costoro: desidero solo capirne la scelta.
Mi domando se riuscirò ad individuarla identica alla mia.

Quel che segue e' certamente quanto di piu' squallido riesca ad esprimere e comporre, e solo ciò che più avanti, tra qualche giorno, forse seguira' ricomporra' l'idea di me che crederai d'aver smarrito.  

Al limite ti donerà una risata, amara e sofferta, che sarà un suggello tragico per il nostro addio.

Me l'impongo, questa crudezza: è una fuoriuscita incontrollata di oscenità, è un'amara incontinenza di disprezzo e rabbia per me stesso, lo so bene.

E' un liquame nauseabondo, ma spero fertile.

Voglio emulsionare nel mio animo puro e dolce  gocce amare di frustrazione.


Mi sono fatto solo puttane, e ad oggi penso di essermene scopate almeno una cinquantina, tra le quali molte dell'est europa, un paio asiatiche, un'africana, diverse latine.

Età media dichiarata credo sui 24 anni, effettiva forse qualcosa di più, un paio di diciottenni e forse due o tre over forty.

Alcune le ho fatte godere, e la prima, avevo 25 anni e un motivo ben preciso per prenderla, forse più di tutte.

Non credo d'essere un buon amante, e ritengo che i miei successi siano questione di cazzo, visto che in parecchie hanno elargito commenti lusinghieri al mio attrezzo (che vedi li sopra in un momento di esuberantissima allegria*), o dato segni inequivocabili d'orgasmo.

'Gorgeous' lo chiamano le pollastrelle di qui, che sono tra le più golose che abbia mai avuto il piacere di fottere.

'I love your cock' mi ha detto una delle ultime, e i suoi occhietti alla fine della nostra maratona erano lucidi di gratitudine.

Pare sia delle dimensione ideale per riempire bocche, fighe, culi.

Anzi, per i bei culetti tondi e morbidi che piacciono a me pare sia troppo grosso, ed in effetti nonostante molte si dichiaressero al telefono o su internet disposte a farsi inculare, alla vista di quel coso duro, arcigno e pronto a sfondarle solo una, una vera ninfomane dai capelli rossi e una fame insaziabile di uccelli, mi ha concesso il suo buchino, e solo una volta.

Continua, qui o altrove ...

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