Tuesday, 1 January 2013

Propositi per l'anno nuovo


Una definizione di insanity, attribuita erroneamente ad Einstein, recita che 'follia è ripetere continuamente la stessa azione e aspettarsi un risultato diverso'.

La seguente definizione è invece mia: 'deficienza è mantenere costantemente lo stesso temperamento e aspettarsi un risultato diverso'.

Io sono stato deficiente per circa 34 anni.


Adesso basta.

Devi capire che c'è una varietà infinita di 'stessi temperamenti' che possono produrre deficienza, e che da questa definizione ne segua una ovvia, un corollario banale, che isola la furbizia con medesima risoluzione.

Io comunque non sono furbo, nè auspico a diventarlo: io sono deficiente per temperamento e voglio maturare, crescere, essere giusto addirittura.

Nel mio caso, l'indole demente è la tendenza a considerare spesso gli altri, perfino gli amici più cari, degli infanti, degli immaturi, e dunque cedere alla pazienza, all'accondiscendenza in nome di quel diaframma incolmabile che mi separa da loro.

Questa non è bontà.
Questa non è una virtù.
Ne è un surrogato squallidissimo.
E' il risultato di una facile scorciatoia, che porta però fuori strada.

E' ipocrisia.

Io ascolto, capisco, sopporto fino al sacrificio perchè dopotutto so, o forse credo, di avere a che fare con individui che fanno fatica più di me a contrastare le asprezze della vita, a volte per oggettive difficoltà, perfino maggiori delle mie, a volte per semplice incapacità o gravi mancanze.

Il proposito per l'anno nuovo è smettere di considerare chi mi è vicino pura fragilità, un incerto lumicino da tenere al riparo dal vento, nè altrimenti di inscriverlo nel perimetro spesso angusto del mio giudizio, e quindi considerarlo limitato, capace di poter esprimere per me solo il ruolo o  l'ausilio che io vi associo in un attimo di intuizione o in seguito ad un ragionamento personale, segreto, taciuto.

Sono state innumerevoli delusioni a condizionarmi fino ad oggi, ma devo comunque lo stesso sforzarmi: devo iniziare a considerare miei pari gli individui che mi circondano, ed esercitare nei loro confronti la stessa serietà, severità e schiettezza che ho conosciuto, appreso, forse costruito in prima persona.

Non dimenticare che il mio fine è sempre accedere a quante più fiche possibile o, se l'alternativa è adeguata, quante più volte possibile ad una stessa fica.

Forse, al di la della deformità che da la nausea, anche questa attitudine protettiva mi ha tenuto lontane le donne, che dopotutto hanno il diritto di farsi fottere da chi vogliono, e comprensibilmente prediligono ad un saggio, generoso e paziente, tutt'altro genere di uomini: figli di troia, uomini brillanti, avventurieri coraggiosi, semplici mediocri che non rompono il cazzo.

8 comments:

  1. Vedo che cominci l'anno con la solita delicatezza relazionale. Accidenti se sei bipolare pure tu, Gio ;-)
    Posso parzialmente contraddirti, vero? Sappi allora che le caratteristiche che hai elencato non necessariamente designano personaggi diversi: vi possono essere infatti uomini generosi e brillanti al contempo, così come pazienti figli di troia...

    La sottoscritta li vuole brillanti di mente (così da non annoiarsi), appassionati (una passione verso qualsiasi cosa, basta che siano vivi!), sagaci (per stare dietro le sue battute e rilanciare), e generosi (ma non di soldi, quanto d'amore), avventurieri in quanto non calcolatori (mi evito i "Magda! Magda!" alla Verdone, per intenderci) e poco tollero la pazienza (atteggiamento magnanimo di superiorità e attesa del capitolare della vittima, come un cacciatore che mette trappole: no, no, che orrore!!!) e i saggi (noiosissimi che non hanno capito che la vita è priva di senso, quindi conviene divertirsi in leggerezza).

    Inventati, Gio, ché in qualsiasi momento si può decidere d'essere 'altro' rispetto a ciò che si è stati in passato. Cerca ciò che fa star bene te, e seguilo: questa tua sincerità verso te stesso, questo tuo amor proprio, questa verità di ciò che sarai e mostrerai di essere obbligherà gli altri, a loro volta, a confrontarsi con te su quel medesimo piano di franchezza. Basta sotterfugi per la fica, non funzionano. Dillo chiaramente alla donna di turno, quando la vuoi (magari con un po' di delicatezza, ma appunto sii chiaro) ;-)

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    1. E' bellissimo essere bipolari, non trovi?

      Ci si fa di quei viaggi dai quali non si può davvero tornare a mani vuote!!!
      Io in verità sono un mascalzone che scippa di tutto in questi trip vorticosi :-)

      La mia pazienza non attendeva nessuna capitolazione, ma il benessere altrui.
      Mi sacrifico - mi sono sacrificato - un'infinità di volte per un altro individuo, e questo è davvero ingiusto, poichè mette su due piani diversi 'me' e 'lei'.

      Sei preziosa, amica mia, almeno quanto fantastica :-)

      Gio

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    2. Io ovviamente mi unisco ai "consigli" della straordinaria Minerva (prendo appunti anche io tra l'altro perché io sono l'emblema del "proposito a vuoto" ;)

      Credo che si possa essere solo ciò che si è e che ci si modifica solo con la violenza e l'inganno (verso se stessi)... io non ne sono ancora del tutto in grado, ma quello che scrive Minerva è ottimo... apre la strada ad un cambiamento creativo. Io vorrei essere l'artefice della mia persona, ma la mia persona mi sovrasta spesso e mi piega ad essere quello che è.
      Appunti utili sono i suoi insomma! Segna Gio... Ciao ad entrambi!

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    3. Penso di saper intervenire meglio di uno scultore su me stesso. Tanto, molto piu' di quanto non si creda, e' reversibile, ed un errore sapro' correggere.

      Inizia quasi ludico questo esperimento, e non mancano nella mia memoria argomenti lusinghieri, sicche' non mi abbandono privo di del tutto di sicurezze.

      Quando infividuo un mio limite, gioisco se e' rimediabile.

      Ciao Chiara :-)

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  2. Anche il mio fine è sempre accedere a quante più fiche possibile. Ogni lasciata è persa.
    Le donne sono consapevoli che il loro corpo è una miniera d'oro.
    Ci si possono comprare uomini con bellezza, forza, potenza ... insomma denari!
    Perché, in genere, non vogliono altro che fare un baratto.
    Io do una cosa a te e tu dai una cosa a te.
    L'amore è un baratto.
    Quindi dici bene e lo dici chiaro. E vaffanculo al resto.
    Purtroppo gli umanoidi si innamorano della furbizia e non dell'intelligenza.
    Furbizia è potere, intelligenza è debolezza.
    Ecco perché l'umanoide si innamora del proprio aguzzino.
    Una ancestrale sindrome di Stoccolma.

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    1. La sindrome di Stoccolma esiste, ma io giustifico e approvo la libertà di fare quel che si vuole della propria femminilità.
      Ero io a sbagliare.
      Io le amavo nel modo meno appropriato tra tutti!
      Prima di arenarmi sulla furbizia, proverò a mettere in pratica qualcosa di differente.

      A presto!

      Gio

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  3. È una sensazione strana quella che mi ha fatto leggere questo post,perché descrive quello che sono con gli altri.é un aspetto che vedo personalmente molto negativo ,una sorta di presupposto di superiorità .ovviamente parlo x me .buon inizio anno

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    1. Vale così anche per me, Vicky.

      Ho anzi riadattato un poco il testo, dopo aver letto il tuo commento.

      E' molto negativo, hai ragione, questo senso di superiorità: ma noi abbiamo la capacità di cambiare, ed io cambierò ora che vedo meglio, e come limite, questo tratto del mio carattere.

      Ciao!

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