Saturday, 12 January 2013

La peste


Mi ha in parte deluso, 'La peste' di Albert Camus.

Non mancano attimi di altissima tragicita', forse potrei raccoglierne i frammenti e cercare di accostarli tra loro, in modo tale da riuscire ad immaginare quel continuo che li separa e non trova spazio nell'opera, ma troppo spesso l'autore si abbandona a disquisizioni non particolarmente efficaci sull'umano che alla 'fin fine' distraggono.


Ritengo ci siano situazioni talmente estreme tali per cui la semplice cronaca dei gesti esprime l'umanita' piu' incisivamente che non congetture, dialoghi, riflessioni personali, e un'epidemia di peste bubbonica certamente e' tra queste.

Ammetto che forse il mio interesse di lunga data su questo argomento, i primi saggi storici che ho letto riguardavano la Peste Nera, e negli studi successivi ho sempre tenuta presente tra i protagonisti della storia questa fame della terra di cadaveri, ha inquinato l'approccio al libro: vi cercavo risoluzione ottica piu' che un legato interpretativo.

Tornero' a leggerlo, me lo prometto: qua e la ai margini delle pagine ci sono gia' molte noticine, pieghe, asterischi che esigono approfondimento, e il finale, di sapore postprandiale, gia' rimanda ad un altro banchetto, e getta una luce di insignificanza effimera e tremula sull'umanita' tutta.

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