Tuesday, 29 January 2013

La bellezza


La bellezza non si interessa del nostro stato emotivo, anzi, io comincio a credere che in virtu' di una bizzarra legge metafisica essa non possa proprio conoscerlo.

Cosi' a volte si fa viva quando meno siamo pronti ad accoglierla, o addirittura quando in collera con tutto il mondo, quindi perfino con lei.


Stasera, ad esempio, sono arrivato a sfiorarla nell'attimo stesso in cui i brividi della febbre tornavano a pizzicare le ossa, ed io mi immergevo di nuovo nell'ombra della malinconia, tenuta a bada fino al pomeriggio da equazioni, diagrammi e sciocche discussioni accademiche.

Da giorni sulla citta' soffia un vento violento.

Un vecchio barbogio ed asmatico si aggira per i quartieri signorili come per i bassifondi della zona industriale.
Si comporta da ospite invadente e fastidioso: non sta mai fermo, apre imposte e portoni, e curiosa in giro come se fosse a casa sua ... e forse e' proprio cosi', sai?

Ha convinto a sloggiare perfino il gelo, ed adesso solo di nodi e nord-ovest si discute nelle pause pranzo, o attorno alle tazze di caffe'.

La notte, in questo stesso istante, sento vibrare le finestre della camera, e la lunga via, regolare come la gola di uno strumento musicale, sembra risuonare alle folate che dalla collina scendono, rimbalzando di parete in parete, per trovare sfogo laggiu' in fondo, nel parco.

In autobus.

Ho chiamato la fermata, mi sono alzato e attendo.
Una ragazza, perdendo l'equilibrio alla frenata della vettura, quasi mi urta.

Sono talmente stanco che non mi volto neppure a guardarla, cosi' sfiduciato che immagino sia un ragazzo, un perfetto burino.

... Per strada, ho subito preso per casa, e lei, piu' veloce e sbarazzina, mi ha superato.

Abbiamo percorso un tratto assieme, prima che il buio l'inghiottisse.

Passavamo davanti al civico 72 quando e' tornato a sussurrare il vento, e mi scompigliava le sciarpe che avevo al collo, soffiandomi negli occhi il freddo della sera.

Chissa', forse non e' stato altro che la mia immaginazione ... ma mi e' sembrato che lei, una figurina sofisticata, longilinea ed elegante, una giovane donna dai lunghi capelli biondi e ondulati, allargasse le braccia come a dispiegare le sue ali invisibili.

Devo suggerirti l'ovvio?
Era stupenda.

Avrei voluto riconoscerla all'ultimo minuto come il mio amore.
Allora mi sarei dato una mossa, avrei fatto sloggiare malavoglia, stanchezza, indolenzimento.
Non mi trascino piu' come un vecchio arnese arrugginito, ma ti corro incontro, ma senza chiamare il tuo nome.
Appena alle spalle, inizio a fischiettare uno dei miei motivetti.
Tu ti volti, sorpresa, perche' a quell'ora io di solito sono ancora in ufficio, e mi sorridi. Un bacio, un 'come e' andata al lavoro', ed inizia la nostra serata, piccola rondinella mia. 
Oh, certamente e' stato solo un fenomeno aereodinamico - riempimento di superficie delimitata da soprabito sbottonato (made in China) con conseguente tensione ridistribuita agli arti inferiori.

Certamente non esiste una donna, adulta e graziosa, che di ritorno a casa dopo una giornata di lavoro sa trovare in uno sbuffo improvviso e molesto un lieto invito al volo.

Certamente sono l'unico a giocare con il vento ed a sognare di saper volare.

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