Thursday, 3 January 2013

Io non sono fatto per ...

Io non sono fatto per intrecciare rapporti umani.
Ne sono convinto ormai.


Forse l'uniche vesti nelle quali riesco bene sono quelle di compagno di discussioni, consulenze, intrattenimento.

Fallisco ogni volta che esulo dall'oggettivo, dal nozionistico, dall'utile.

Già come amico finisco per essere terribile, e fortuna vuole che non sia mai stato amato.

So tessere, ma finisco per strappare, infeltrire, sporcare irrimediabilmente.

Non so comunicare che di me stesso, capisci?

Se questa è forse una qualità parziale, complessivamente fa di me un fottuto, patetico egocentrico.

Ferisco gli altri senza volerlo, senza rendermene conto se non al momento in cui dentro l'eco del dolore del tuo crepa il mio cuore.

Allora è già troppo tardi.

Un mio attestato di stima è un tuo insulto.
Una mia formula idiomatica, una tua mancanza di rispetto.
Un mio complimento, una tua ingiuria.

Poco importano le intenzioni se questi sono i risultati.

Cazzo, io sono buono.
Io amo.
Io non voglio fare male a nessuno!

La verità è che non sono buono - sono troppo buono.
Il mio candore non può essere creduto, anche perchè convive con dell'asprezze incompatibili con esso.

Il paradosso che mette assieme il mio corpo deforme e la vita che mi sostiene, e che solo chi mi frequenta e conosce può accettare, è responsabile di quella medesima fusione.

Così se non mi hai toccato, non puoi credere nè a l'una ne all'altra.

Oppure sono semplicemente uno stronzo ipocrita e cattivo, e forse dovrei farmi un serio esame di coscienza.

Giorni infernali questi.

Non sento da qualche giorno un'amica, una donna che adoro, per la quale ho sofferto diverse volte come un cane.
Non risponde alla mie e-mail, non oso chiamarla, anche perchè non potrei intervenire in una situazione delicata.

Mi ritrovo a cercare ogni 6 ore il suo nome nelle pagine di cronaca nera.

Ho nausea di me stesso.

Va bene, va bene.

Dunque, dicevamo?

Discussioni, consulenza, intrattenimento e al limite analista di me stesso.

Per questo ci sono.

Rimediare due di picche è una forma di penitenza, un processo di catarsi insomma.

Per il resto capirò se sceglierai di evitarmi come la peste.

Mi odio, e comunque sto diventando insostenibile con quest'ottusa ostinazione a cercare contatto umano.

Mi dovrei limitare a frequentare pochi scarti umani come me, non individui teneri, sensibili e belli come te, amica mia.

4 comments:

  1. Cosa ci sarebbe di patologico nell'ostinazione a cercare contatto umano? E magari di una donna? E' cosa naturale e vitale, credo.
    Un po di egocentrismo è fisiologico e comporta frequenti e repentini sbalzi di umore.
    Credo che tu cerchi semplicemente amore, attenzione e condivisione.
    Ma ci resti male ogni volta quando scopri che non tutti sono come te.
    Molti nelle relazioni cercano il profitto, un utile, un tornaconto.
    Pochi sono disposti ad amare, a prestare attenzione ed a condividere.
    Magari solo per il gusto di conoscere un'altra vita, di scoprire i suoi pensieri, di chiacchierare e perdere tempo in questo viaggio su questo eurostar che ci porta tutti dalla vita alla morte. Pensa che io non ho neanche un posto vicino al finestrino.
    Ciao.

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  2. Gianni, sono un incapace.
    Un idiota, un idiota ti dico.

    Chiudo la serranda per un po' che è meglio.

    Un abbraccio

    Gio

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    1. Fai riflessioni troppo profonde in un mondo che aspetta solo che riparta il campionato di calcio. Non smettere di sognare.
      Oggi è nera. Ciao.

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    2. Gianni credimi: non merito nessun titolo.
      Sono io a intossicarmi di cazzate, molto più sciocche che il campionato di calcio.
      Mi faccio male, ferisco gli altri, non riesco a stringermi in un abbraccio.
      Sono surrogati tutti i miei doni, ricevuti e offerti.
      Oggi la vedo nera, ma nera è sempre.

      Devo smettere più di una cattiva, nociva abitudine.
      Non pretendere nulla da una donna, poichè sarebbe contro natura ogni vicinanza effettiva.
      Devo smettere, e lo farò da oggi.

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