Friday, 11 January 2013

Il banchetto

Ieri notte, prima di addormentarmi, ho allestito una volta di piu' un banchetto per il genio del sogno.

Ho strizzato fuori dalla dispensa delle meningi quella brodaglia insipida che e' la base dei miei preparati, la sciocca frustrazione che ha inquinato, era mia precisa volonta', perfino la folle e splendida dichiarazione d'amore per Valentina.

Ho aggiunto delle spezie, concentrandomi con morbosa attenzione sulle sconfitte umilianti degli ultimi anni: dai ricordi affioravano cosi' debolezze, indifferenza, silenzio.

Infine, affidandomi all'ignoto, ho cercato nella lettura di una sessantina di pagine de 'La peste' di Camus un sapore nuovo, una tragicita' ulteriore per esaltare lo spessore delle mie idee.

Fino ad ora, di questo libro due frammenti mi hanno colpito: una considerazione sulla differenza tra panico e disperazione, sulla quale tornero' successivamente, ed un'immagine di madre violentata dalla peste.

Sono bastate pochissime parole per incidere nella mente la presenza di una madre non rassegnata, come la figurina gia' angelica di Manzoni, ma stuprata con violenza inaudita da disposizioni disumane e ragionevoli, capaci di privare dell'ultimo compito di una genitrice, accudire la morte di una figlia, e di scaraventare una condannata ad un destino non solo di morte, ma di angoscia universale.

(continua ...).

1 comment:

  1. Io non mi ricordo mai il sogno...se sogno! :)
    Buon fine settimana Gio!
    bacio

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