Tuesday, 1 January 2013

Cambiare



Oggi sono tornato, dopo tanti mesi, nel mio bugigattolo, una stanzetta umida e piena di spifferi, uno solaio trasandato, dove sono riuscito ad infilare pochi libri ed un tavolo solo strappando spazio a vecchi mobili e valige squadratissime, che dai tempi dell'adolescenza ho adibito a laboratorio.


Nei lunghi pomeriggio di studio li mi rintanavo per fuggire la confusione, i rumori, le molestie del pian terreno, e immerso nella lettura come nella meditazione barattavo la mia miseria con quella stranissima consolazione che la conoscenza restituisce, impura, intossicata, forse perfino velenosa, a chi vi si affida.

Nella confusione ho ritrovato per caso gli appunti di un mio viaggio a Lipsia, dove cercai fortuna durante quella stagione di cambiamento che mi ha portato poi al dottorato.

Un giorno io ho cancellato Silvia dalla mia vita, cambiandone il senso oltre che il destino.

E' stato facile quanto nascondere il suo viso, che avevo scarabocchiato sulla parete che vedi nell'immagine in alto, con un foglietto di carta, ma di questo non mi resi conto se non dopo essere partito, arrivato, tornato, ed in definitiva aver recepito che il mondo è immenso, e offre già nella varietà delle sue follie nutrimento per un animo romantico, coraggioso, inquieto.

Abbiamo facoltà di cambiare, anche se spesso lo ignoriamo, o ignoriamo la prescrizione esatta, il procedimento specifico che asseconda e indirizza secondo la nostra volontà questa maturazione.

Figurati quanta paura ho di sbagliare: zero.

Non ho nulla da perdere, e sono curioso.

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