Thursday, 3 January 2013

Bordelli

 I pensieri di ieri, sfumati, confusi, mischiati e derisi dal sonno, mi hanno suggerito sogni d'avventura ed erotismo.

Penso che aver vissuto per anni in una città dalla quale ci si è allontanati senza eccessivi rimpianti, ma ove non si vuole tornare per un breve soggiorno poichè ne crescerebbero immediatamente nostalgie insostenibili, offra scenari infiniti all'attività onirica.


La mia piccola, splendida città era un gioiellino, un'oasi non incolore di tranquillità offerta dall'intraprendenza ed egoismo umano al cuore di un'Europa insicura ed inconcludente tormentata dallo spettro di un declino definitivo e rapido.

Vi avresti trovato tutto: denaro, comodità, sicurezze, e perfino me.

Li nell'incoscienza del sonno, quando sono vinto dalla stanchezza e hanno ceduto le ipocrisie del giorno, io torno come un essere straniero due volte, poichè nulla ho lasciato, nulla ho conosciuto nonostante il tempo passato, ed una presenza prolungata, quasi fissa in determinati luoghi.

E' piena di bordelli, locali di strip tease e sexy shop, ****.

Perfino in centro non è raro, specialmente la sera, incontrare donnine semi svestite, ed io stesso sono stato avvicinato, appena uscito dal lavoro, da ragazzine decisamente intraprendenti alla ricerca di un pollo da spennare.

Pensa che quando questo è capitato mi sono preso la briga di consigliar loro d'essere meno invadenti, più eleganti, e le ho salutate facendo loro i migliori auguri per il futuro.

Erano sinceri, te lo giuro.

Stanotte ho visitato bordelli che li non esistono, e che forse non esistono in nessun luogo.

Erano musei d'erotismo, sedi di rappresentazioni teatrali di sessualità e passione.

Il filo conduttore, il legame che teneva assieme ogni palcoscenico, non lasciarti ingannare dalla mia retorica, era sempre la fica, nuda, esplicita, accessibile, ma il modo, la fruizione stessa estendeva oltre le prescrizioni del kamasutra l'esperienza amorosa.

Non mi sono fermato in nessuna delle alcove dove ho frugato.

Ne cercavo un'ulteriore, una più sofisticata di quelle pur non banali nelle quali entravo per sfiorare con lo sguardo intricate fantasie erotiche.

Nel primo locale, all'ingresso del cliente un numero di figuranti ed una giovane donna inscenavano uno stupro.

Una ragazza già nuda, pallida, era preda di una decina di uomini in camice bianco.
La prendevano, la gettavano a terra, le erano addosso.

Il cliente aveva l'opportunità di salvarla dalla masnada violenta e sterile, e poi prendersi cura di lei.

Qui il sesso era contemplato come possibilità, ma non era scontato nel desiderio dell'uomo, che avrebbe soddisfatto una necessità o una perversione diversa, ovvero quella di sentirsi capace, giusto, artefice del destino di una donna.

Nel secondo casino, era li a due passi, ritrovavo solo donne somiglianti a quelle che ho amato, desiderato o rimpianto.

Rivedevo Silvia, ed avrei potuto averla.
C'erano poi Chiara, A., Mara, Elena ... ma al di la dell'apparenza, al di la della fredda estetica io sapevo che le creature che mi tentavano e invitavano non erano loro.

Avevano lo stesso aspetto, una malizia perfino più brillante di quella che ho immaginato dei loro cuori, ma l'autenticità del mio pensiero spogliava quelle creature di qualcosa di irrinunciabile, e nonostante un desiderio accresciuto dalla rinuncia mi trattenevo, uscivo, tornavo per strada.

Rassicuravano e stimolavano aspetti diversi ed importanti del mio animo quei bordelli, ma io dovevo fuggirli, sapevo di dover preservare le mie energie per qualcosa di più significativo, profondo, qualcosa cui avrei partecipato davvero.

Io ne cercavo uno diverso, ed ero certo l'avrei trovato alla prossima piazzetta, al prossima arteriola del viale principale.

Cercavo un museo immenso, dove ogni opera d'arte era una donna.
Alcune erano immobili, altre recitavano, poesie, prosa, altre, sdraiate su tappeti persiani disegnavano coi propri corpi arazzi finissimi, ed altre erano intente a ultimare complessissimi origami.

Avresti potuto intrattenerti con ognuna, calando una tendina, oppure facendo quel che volevi così, davanti a tutti, davanti a tutte.

Non c'era corteggiamento, era pur sempre un luogo per derelitti, ma almeno era evidente lo spettro intero della femminilità.

Non l'ho trovato.
Era solo sepolto nei miei ricordi onirici.

4 comments:

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    1. Che noia i soliti bordelli :D

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  2. Potrei sapere, per favore, da dove è tratta la foto?

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    1. Prova a cercarla come 'immagine' su google .... non so donde venga, ma cosi' la troverai di certo.
      Ciao!

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