Monday, 28 January 2013

Autarchia sentimentale


In rianimazione, immobilizzato e sofferente.

Non avevo forze, cercavo di gridare, di chiamare aiuto.
Sentivo tirare, ed un dolore indicibile torturarmi la schiena.
Sentivo 'lo scotch' appiccitato dietro strapparmi la pelle.


Non potevo immaginare che erano sbarre di metallo ad aver messo in trazione la spina dorsale.
Non me le sarei potute grattare via.
Non poteva immaginare nessuno che erano infette, e che di li a poco un coma profondo mi avrebbe turbato.
 
Cosi' e' iniziata la mia migrazione.

Avevo nove anni.

Il giorno prima non lo conoscevo ancora il mio destino.
La deformita' la chiamavo 'il buco'.
L'avevo anche lo zio, quello che aveva traversato il Sahara in moto ed era il mio eroe, o almeno cosi' diceva una leggenda di mia madre.

Non mi rammarico di quell'infezione accidentale che mi ha quasi ucciso, che ha annebbiato la mia mente, che ha accellerato il mio declino.
Non mi rammarico per il piu' semplice motivo: era comunque tutto inevitabile.

L'avrei scoperto dopo pochi anni, studiando sui libri di mio padre, li dove accanto al nome di una malattia incontrai forse per la prima volta una parola che spesso ricorre in queste pagine: 'deformita'.

L'infezione ... No, non me ne rammarico.

Anzi, forse devo solo lamentarmi che non abbia fatto il suo lavoro, e che i dottori siano riusciti a risvegliarmi: quella che e' seguito e' stata una vita vuota, fredda e faticosa.

Certo certo ... di cazzate simili a 'ma Gio, a me sei caro', 'se dici cosi' mi vengono le lacrime agli occhi', 'non pensi a chi ti vuole bene' io ne ho sentite parecchie.

Una vita non puo' essere un servizio reso perpetuamente a favore degli altri.

Non posso essere un soprammobile, un oggettino fragile che ricorda buoni sentimenti e didascalicamente mostra come lottare contro le avversita'.

Io questo solamente sono per te, e tu lo trovi eccezionale.
Lo riesco a capire.
In minima parte questo mi ripaga perfino, ma e' insufficiente alla lunga, anche perche', credimi, il tuo e' un inganno.

Cedi ad una bella idea, non ad una sensazione.
Le idee non muovono verso un altro, al limite elevano in l'alto.

Dentro, dal di dentro, la vacuita' del coraggio, l'innaturalezza di questo sentimento pietoso, che non esiste nel regno animale al quale viceversa ci uniformiamo, e dove i deformi crepano subito per miglior prosperita' di tutti quanti, alla fine sono insopportabili.

Io non dovevo arrivare a 20 anni cazzo.

Non ci sarei arrivato in circostanze naturali, anzi forse non avrei compiuto 15 anni, non avrei fatto in tempo, secondo la volonta' della natura, ad accorgermi di Silvia.

Essermi trascinato fin qui, a furia di medicine e bisturi, cosa ha significato per me?
Di cosa ho goduto?

Di nulla.
Di nulla, chiaro?

Sono stato un buon figlio.
Un buon amico.
Ho lavorato bene, o almeno qualcuno ne e' convinto.

Cio' che conta e' altro: dal primo istante in cui ho provato amore, io sto vivendo una rigida e miserrima autarchia sentimentale.

Lentamente mi sono trasformato in una creatura spregevole, che sai poi essere spietata, crudele, troppo esplicita nella descrizione e nella condivisione delle sue angosce.

Mi osservo attorno, in attesa di sabato.

Cani rognosi sono amati.
Per bastardi smidollati si perde la testa.

Io nel frattempo non esisto.

Non mi prende neppure in considerazione una donna, se non al limite come girovago, come scrigno di rimedi contro il male, come clown.

Io un giorno sono stato quel bambino.
Ero allegro, giocavo a pallone e mi arrampicavo sugli alberi.
Gli ingredienti di una vita serena sono proprio banalissimi, non trovi?

Non lo conosco il futuro.
Non so che sara' di questo sciocco diario che e' stato incapace di farti innamorare di me.
Certamente e' mia intenzione tenerlo celato alla mia famiglia.
Troverebbero il dolore insopportabile.

Forse dopo la morte tuttavia in qualche modo arriveranno fin qui gli amici, gli affetti piu' cari.

Non piangete.
Soffrivo come un cane, ma diversamente dalle bestie non ho mai avuto alcuna speranza.

8 comments:

  1. Non posso contraddirti: è il tuo vissuto e ne dobbiamo aver tutto il rispetto possibile.

    Salvo il fatto, forse, che chi dice di volerti bene... lo dice perchè lo prova e di ciò non devi contraccambiare nulla.

    Joh

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    1. Lo so Joh, hai ragione.
      Io stesso mi vorrei bene.

      Grazie di tutto

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  2. Non so cosa scrivere per alleviare il tuo dolore. Ti posso solo dire che cerchero' di leggere ogni tuo post, come ho fatto finora.

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    1. Oggi parlero' di qualcosa di meno tragico.
      Parlero' dell'eroismo del mio babbo :-)

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  3. hai tutta la mia comprensione.
    in rianimazione io sono finita per sbaglio. un medico ha diagnosticato la mia embolia massiva bilaterale polmonare uno "strappo" e aveva consigliato la pomata "voltaren"! ..fossi riuscita a metterla almeno una volta. :(
    ciao Gio! :)

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    1. Il Voltaren??
      Io lo usavo per i gonfiori alle ginocchia :-)

      ciao Sara

      Gio

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  4. Credo che tu sia lucido! Per te è una vita che non andava vissuta, lo pensi, lo sai... hai tratto le tue conclusioni. Sì, non come un animale, ma come essere umano, perché gli esseri umani dovrebbero essere consci di quello che sono, di quello che hanno fatto....
    Eppure, non è sempre così la maggior parte cerca alibi per strascicare avanti la propria vita mediocre.
    Sono tra chi ti ammira, tra chi ti vuole bene, puoi odiarci tutti per questo, ma almeno io posseggo in tal senso la stessa tua umana consapevolezza e benché ti infastidisca non potrai cambiare il bene che ti si vuole, non importa cosa tu dica.

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    1. Amica mia,

      Come dicevo, io stesso mi vorrei bene.
      Vorrei bene a quel bambino che diventera' uomo.
      Ma nello stesso istante mi odio.

      Grazie di cuore, Chiara.

      Gio

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