Tuesday, 22 January 2013

Adesso che ...


Adesso che ogni cosa e' irrealizzabile, la fantasia mi costa meno.

Sai, un tempo era diverso.


C'e' stato un periodo lunghissimo, iniziato attorno ai quindici anni e protrattosi ben oltre l'ingresso all'Universita', durante il quale io per una donna, per Silvia, soffrivo due volte.

Mi abbatteva il rifiuto, piu' ancora l'indifferenza, ma a questo male cui la vita ha introdotto quasi tutti io ne aggiungevo uno diverso e spettrale.

Era una tortura che conoscevo solo io.
Era un timore teorico, beffardo, umiliante.
Era l'eventualita' di un 'si''.

Quante conseguenze insopportabili e non condivise avrebbe risucchiato nella mia vita, un 'si''.

Per questo la fantasia, che non mi e' mai mancata, allora era dolorosa: in ognuna delle numerosissime combinazioni verosimili dei nostri destini non erano assenti sbocchi naturali di desideri inespressi, intrusioni di vilta' di terzi avidi collezionisti di carne, l'allungarsi di ombre scure di semplice sospetto.

Adesso tuttavia ogni cosa e' irrealizzabile.

- Adesso che e' successo 'cosa' credi che ogni cosa sia irrealizzabile?

Non lo so.
E' un'intuizione.

Ho scavato in profondita' nell'animo umano, ed ora mi ritrovo in superficie.

Buffo, no?

Chi mai avrebbe detto che l'animo umano, come la terra, e' una palla?

Adesso che sono tornato in superficie, ma agli antipodi, nulla e' piu' realizzabile.

Mi costa meno allora la fantasia, poiche' non c'e' piu' verosimiglianza nel destino che provo ad immaginare per noi due.

Ti ho trovata giu' in profondita', ed ho sbagliato a riemergere in tua compagnia, lo so bene.

Ieri notte, prima di addormentarmi, mi sono interrogato su di te.

Una nota di disappunto accompagna ogni mia stridula dichiarazione.
Io stesso la posso sentire, ma e' sommersa da convinzioni che contrastano convintamente certe paure.
Posso ingannarmi su tutto, potrei perfino ingannare te, senza volerlo, su alcune cose, ma la tua intelligenza, il talento, la sensibilita', che nell'espressione artistica tu enunci delicatamente o butti fuori con rabbia, sono frutto di cio' che sei, non d'altro.

Questa tua capacita', della quale non permetterei neppure a te di dubitare, e' la mia patente.

Ho traslato le nostre vite, separate da troppi chilometri e qualche anno, in una citta' diversa da quelle in cui siamo cresciuti, per farle convergere in un identico luogo, in un tempo comune ad entrambi.

Ho visto un'aula di liceo, con le sue brave lampade al neon, il chiacchiericcio delle ore lente e l'ansia per i compiti in classe.

Mi sono messo come al solito vicino alla cattedra, con il mio banco da disegnatore, sulla sinistra.
Tu eri dall'altra parte, in prima fila, a destra.

Nessuno avrebbe sospettato che quei due, lo storpio e la ragazza silenziosa, certamente un saputello antipatico ed una snob insopportabile, sarebbero diventati amici.

2 comments:

  1. Tutto come al solito direi, pero' e' inverno!

    Ciao

    Gio

    ReplyDelete