Monday, 31 December 2012

Ho seguito il fiume


Ho seguito il fiume, oggi pomeriggio.

Non saprai mai quanti pensieri, della natura e degli uomini, dei sentimenti e del tempo, hanno evocato i pilastri umidi e stanchi del ponte, ruote dentate, in disuso ed arrugginite, di antichi marchingegni, gatti randagi spellacchiati, edifici da sempre diroccati dall'abbandono, muri dalle profonde crepe muschiate che scendevano con me verso la città.

Li collezionavo tutti, man mano che li ricreavo, ed ero contento di offrirli a te.

Al ritorno, a due passi da casa, la solita auto, i soliti imbecilli, i soliti insulti.

E adesso tutto è svanito, e così resta solo il mio odio, universale, profondo, giusto.

Un genio del male, e considerazioni varie


 Io ti avverto: tu hai a che fare con un genio del male, signorina Valentina Rosselli!

Il sogno di poche notti fa, caso mai ce ne fosse bisogno, mi attribuisce una volta di più e la genialità e la malvagità.

Sunday, 30 December 2012

Rita Levi Montalcini



Ammetto di non conoscere molto la storia personale e scientifica di Rita Levi Montalcini, nel senso che districarsi tra retorica, astio e risultati accademici, ognuno di questi elementi abbonda nel suo caso,  è onestamente difficile se la relativa conoscenza è solo approssimativa, mediata, indiretta.

Se ad esempio penso a Zichichi, io non ho esitazioni a bollarlo come mediocre, opportunista e fanatico, ma solo una certa familiarità con la sua produzione mi concede questa facoltà.

Il caso Montalcini è diverso.

Pensieri


Di ritorno in Italia, i miei pensieri si sono concentrati su contrasti che il lavoro frenetico all'Università, ed una forma molto particolare di solitudine hanno non tanto smussato o nascosto, ma piuttosto adulterato.

Qui, e qui solamente d'altra parte io mi confronto con ciò che penso sia la normalità.

Il dizionario vuole siano sinonimi 'ragionevole' e 'razionale', ma l'udito per il suono, e lingua e labbra per contrazioni e vibrazioni, distinguono questi due termini.

Ragionevole è una dolce concessione, suggerita e offerta dall'intelligenza, mentre razionale è un severo monito della stessa.

Saturday, 29 December 2012

Io sono d'accordo con Don Corsi di Lerici


Non hai creduto neppure per un nanosecondo al titolo, vero?

Anche se quello che voglio condividere con te è un argomento di banalità sconcertante, di scarso interesse soprattutto se paragonato alle conversazioni sofisticate e intime che avremmo in occasione dei nostri incontri, devo pur riconoscere che viviamo in un mondo di idioti, e che dunque non sia del tutto privo di utilità discutere in modo quasi sistematico perfino sciocchezze trivialissime, come i concetti espressi dal pretaccio in questione.

I discorsi del mai biasimato abbastanza sacerdote di Lerici ('le donne provocano, se le vanno a cercare, dovrebbero starsene in casa a fare la calza e difendere il loro onore') ricordano chiacchiere da adolescenti alle prime armi con ormoni e pulsioni sessuali - e se ci pensi bene davvero il repertorio esibito dal mentecatto in questione ('sei frocio?' - 'donna nuda' - 'varia violenza verbale di bassa lega') dimostra che in quanto ad intelletto questo Don Corsi è seriamente deficiente. 

Come combattere la violenza prima che questa graffi?
Come evitare che s'infranga, definitivamente, la tranquillità che è propria solo dell'individuo che non ha paura d'essere sè stesso?

Sono abbastanza sicuro che una volta che si riesce a cogliere la 'donna' come insieme un po' più vasto che pochi, deliziosi ma riduttivi, attributi fisici adibiti ad esaltare determinati rapporti con esse, la maggior parte delle violenze che la offendono, spesso traduzioni di semplici frustrazioni, svanirà. 

L'idea della donna che in molti si fanno oggi è contaminata da un chiaro squilibrio.

Se ci guardiamo attorno, non dobbiamo faticare certo per individuare indizi delle infinite doti di seduzione, sensualità e bellezza delle donne: questi attributi, un tempo oggetto prediletto in buona parte di poeti e artisti, oggi sono strumenti abusati di contrabbandieri e ciarlatani d'ogni genere. 

Io non dico di retrocedere talebanisticamente, di ripristinare un'idea neutrale, minima della femminilità.

Un comportamento tanto stupido lo può solo suggerire la paura, e suggellare l'ignoranza di ciò che in millenni di storia umana la donna ha rappresentato e costruito.

Io non dico di cercare di ignorare o censurare l'esuberanza del corpo femminile (è impossibile e può solo comportare ipocrisie per quel che mi riguarda): suggerisco solo di correggere il tiro, ed affiancare alla carne, morbida, profumata, dolce, irresistibile, anche l'infinito che completa, con essa, la donna. 

Insomma, non solo playmates, ma anche M. Yourcenar. 
Non solo smorfiosette viziose, magari senza cervello, ma anche Virginia Woolf ... 
Così  avremo meno pretacci e più uomini, meno fotocopie di un canone estetico, e più Valentina.

Qualcosa di simile dovrebbe applicarsi anche all'uomo, ma non sono il più indicato a parlarne.

Friday, 28 December 2012

Strumenti ottici


I libri sono strumenti ottici.

Ci sono i telescopi, saggi di geografia, poemi epici, trattati di storia antica, capaci di riprodurre mondi remoti, perfino scomparsi, nei quali le leggi generali, dei sentimenti, della società, della necessità e del caso, sono adattamenti specifici di relazioni proprie anche della nostra realtà.

In questi mondi, che sono alternativi al nostro, tali leggi producono manifestazioni difformi da quelle cui siamo abituati pressappoco come l'identica, universale presenza delle forze gravitazionali o elettromagnetiche esibisce, qui o su Alpha Centauri, osservazioni incongruenti tra loro.

Thursday, 27 December 2012

Bene, brava, bis

Bene, brava, bis!

Tu, il tuo culo e le belle tette mi avete ancora una volta distratto, fatto sbandare, divergere dalla strada prefissa.

Anch'io


Non temere: sono stato un cretino anch'io.
Anzi, credo d'esserlo stato molto più di altri.

Non so neppure se diminuisca o aggravi la mia colpa affermare la più evidente delle verità, ovvero che io cretino, molto cretino, lo sono stato quasi sempre a causa di una donna.

Wednesday, 26 December 2012

Spunti per racconti: ancora


 Si, ne ho ancora di spunti per racconti.

Me ne balenano in mente di continuo: a volte precedono, più spesso seguono un avvenimento, mentre raramente germogliano spontaneamente, senza poggiarsi ad altro che fantasia, ovvero noia.

Tuesday, 25 December 2012

Come le pagine di un libro


Come le pagine di un libro, così assaporo una donna: ungendo di saliva il tatto perchè ogni aderenza sia perfetta, ed un acceno di umidità lasci il segno li dove sono arrivato.
Come le pagine di un libro, così esploro una donna: prendendo appunti scrivendo ove posso come so, saltellando in avanti se la curiosità vince, tornando indietro cento volte al passaggio che più mi interessa, alla carne più morbida e odorosa.
Come le pagine di un libro, così amo una donna: portandola sempre con me, sentendoti dentro perfino così, da lontano.

Tu lo sai: li dove uno non vede altro che uno scheletrino bianco, fragile e sbilenco, batte il mio cuore per te.

Monday, 24 December 2012

Ennesimi spunti per racconti

Per una volta partirei da una lettera che io stesso ho scritto ad una donna.

Solo per questo Natale ne ho spedite almeno 3, ed in ognuna c'è sufficiente amore per iniziare una relazione di qualche genere.

Sunday, 23 December 2012

In quanti modi so amare?


In quanti modi so amare?

A questa domanda dopotutto innocua, che lascia intendere semplice fantasia, corrisponde la stessa risposta che argina un quesito diverso, intrinsicamente osceno ed egualmente pressante nella mia testa: quante donne so amare?

Saturday, 22 December 2012

Sempre


Pensi ch'io sappia dimenticarmi di te?

Pensi che solo perchè sto scrivendo di ricordi, di malattia, di idee eteree non ci sia spazio per la tua figura sensuale e complicata qui dentro?

Pensi che ci sia altro oltre te?

Ti sbagli, Valentina.

Oggi sono stato alla galleria Nuages, a Milano, dove da qualche giorno è allestita una mostra su Crepax.

L'avevo pianificata da tempo questa visita, questo nostro appuntamento segreto.

In un ambiente elegante e quasi formale, su di un palcoscenico di pareti che replicavano lo spirito sofisticato di signora perbene e snob di questa città, tu sognavi, ansimavi, godevi, Valentina.

Un'altra volta racconterò di come ho trovato la città depressa, perfino i venditori ambulanti avevano come smarrito la loro invadenza, e sembravano rassegnati ad un avvenire di magra: adesso è notte, adesso c'è solo spazio per te.

Friday, 21 December 2012

La vita è questa


Aspettavo l'autobus, alla fermata dello stradone, ed in un fazzoletto di asfalto, carreggiata, parcheggio e marciepiede, mi sono bastati pochi minuti e l'ho visto, cos'è la vita.

Mia madre era li con me.

Participio presente


Di verbi dai quali molti stanno alla larga, alcuni prudentemente, altri per ozio o incapacità, tu ti impossessi in quella voce che più di tutte incarna la compenetrazione del pensiero all'azione, ovvero dell'anima al corpo.

Tu partecipi a ciò che accade.

Tu sei un participio presente.

Thursday, 20 December 2012

Appunti

La violenza del tempo è più evidente quando un intervallo, perfino pochi mesi alle volte sono sufficienti, sottolinea le differenze che questo inevitabile sdrucciolare verso il nulla che è la vita stessa impone.

Molte immagini, ed alcune di volti che ho abbandonato in questa città, oggi tornano come un debito non saldato a presentarsi al mio cospetto, .

Non è necessario insistere per incidere: gli interessi da strozzino della malattia, del fallimento, della semplice vecchiaia, perseguitano la sensibilità di ogni cuore, ed allo stesso tempo tuttavia l'alimentano, costringendola tra rovi intricati e spinosi.

...

(continua ... saranno solo appunti e sensazioni in questi giorni).

Wednesday, 19 December 2012

L'etimologia di ...


L'etimologia di 'parola' ...

Ammetto di non esserne sicuro, e assai probabilmente questa volta mi sbaglio grossolonamente: d'altro canto non mi appoggio ad una solida tradizione, che naturalmente comporta sempre certezza o errore granitici, ma piuttosto mi affido ad una mia personale interpretazione di un'interpretazione ulteriore.

Immagino per un istante che 'parola' derivi dal termine greco 'παραβάλλω' ( traslitterato in 'paraballo'), ovvero 'lanciare', che a sua volta, in modo assai evidente, ha anche generato 'parabola'.

Ecco che cosi' ogni parola esprime il tentativo di avvicinamento ad una particella di idea, ad una componente di ragionamento, in definitiva ad un singolo elemento strutturale, mediante una sorta di 'lancio' soggetto inevitabilmente a tutte le approssimazioni del caso, funzioni della mira, forse incerta, della lontananza dell'obbiettivo, della sua estensione.

Dopotutto nel processo di compressione irreversibile che porta, ad esempio, ad associare a 'casa' un infinito numero di oggetti diversi, appartamenti, stamberghe, villoni, c'è tutto l'azzardo, l'imprecisione del verbo, di ogni verbo.

Questo diario è una collezione di 'parabole': anzi, è una sommma di 'parabole' di 'parabole', visto che di molte mi servo contemporaneamente per promuovere i miei ragionamenti, per iniziarli alla tua attenzione.

Se nonostante questo azzardo ricorsivo qualcosa di me ti è giunto, è forse perchè dallo stesso podio, o da punti distinti ma prossimi, o legati da una qualche legge di simmetria, noi due lanciamo le nostre parole.

Contenimento, completamento, puledrine

Tra poco usciro' di casa. Un'ora, forse un'ora e venti, e saro' in aereoporto. Li avro' con me una cartella, dentro un libro di matematica, pochi regali, ma vi corrisponderanno altrettanti sorrisi amati, e la mia stanchezza. Cerchero' di riposare, e allunghero' i ritorni a casa passando per certe viuzze deserte, e andro' ad indagare il senso della memoria, ora commentata e messa in discussione dalla varieta' del mondo. Non ho tempo ora, ma vorrei parlarti di contenimento, completamento e puledrine, affetto e soccorso, amore e complicita', passione e divertimento. Di come questi tre insiemi, necessariamente non disgiunti si intersechino, di cosa sia invece esclusivo, sconveniente o prezioso, e di quel punto unico cui ci destina lo sbirro severo che e' il 'noi' di un istante, e dell'infinito che tuttavia resta alla nostra portata, ti scrivero' presto.

Tuesday, 18 December 2012

Cronaca di poche ore


La tecnologia permette, ad esempio, di addormentarsi ogni notte mentre filosofi, scienziati, artisti ti parlano o discutono tra loro.

Monday, 17 December 2012

Giacimenti



Un altro anno arriva a conclusione, ma per una volta, forse per la prima volta, volgendomi indietro non mi sento sconfitto, e non ti parlero' di un'ennesima stagione di insuccessi.

La parola di un Dio

'Chi sa darmi una definizione di 'canale'?'.

Silenzio nell'aula.

Intervengo.

'Un canale e' un mezzo mediante il quale si realizza comunicazione tra due individui'.

Strabuzza gli occhi l'insegnante di letteratura, ed inizia a inveire contro di me.

Ridicolizza il mio accento, protesta per l'irruenza di quell'intervento, riduce parola ad insulto.

Ma come osi, lurida troia, esibirti cosi innanzi a me?

Poi pero' mi placo, e penso alle parole di un Dio, di uno dei miei fratelli.

'Oculos habent, et non videbunt'.

Un istante, e sono di nuovo equanime, indifferente, in comunione con il mondo; le sue leggi piu' atroci, la malattia, la morte, il male, sono le mie.


PS: lei e' sempre con me, tanto che ormai precede i miei pensieri!
 “Ma quel periodo di eroiche follie m’ha insegnato a distinguere tra i diversi aspetti del coraggio: quello che mi piacerebbe possedere sempre dovrebbe essere gelido, indifferente, scevro da qualsiasi esaltazione fisica, impassibile come l’equanimità di un dio”
Memorie di Adriano

Sunday, 16 December 2012

Spunti per racconti

 Di idee per racconti ne ho in continuazione.

Mi immagino parte di una famiglia di spietati assassini.

Saturday, 15 December 2012

Donne, donne, ... Tu


Oh, ce ne sono cosi' tante di donne irresistibili.

Ci sono quelle bravissime a 'mettere sull'attenti il soldatino di piombo', e cui basta in effetti pronunciare questa frase, con malizia dipinta sulle labbra, un passo di danza che fa vibrare appena l'anche, per obbligare il tuo cervello a convogliare il sangue giu' li, con priorita' assoluta, visto che altrove diventa tutto immediatamente secondario.

Friday, 14 December 2012

Le tue tette

 Un complimento rivolto al mio aspetto io non l'ho mai sentito, ma in verita' credo che non mi farebbe ne' caldo ne' freddo.

Thursday, 13 December 2012

L'altra meta' di mondo


Nei confronti della meta' di mondo che non mi interessa, l'universo maschile, io sono spietato nel giudizio, ma non scostante, parziale, limitato o corrotto da preconcetti, invidie, gelosie.

Ma dov'e' la luce?

 Arriva il Natale, ed una volta di piu', puntuale, tutta la sua insopportabile ipocrisia invade le strade, le vetrine dei negozi, le facciate dei palazzi.

Il bimbo che e' in me comunque ancora sa gioire di una decorazione dell'ambiente, l'agrifoglio scuro che sale come rampicante lungo colonne altrimenti severe, le luminarie che portano quaggiu' le stelle del cielo, perfino l'odore della cioccolata calda o del vino che radunano attorno a tavolini comitive festanti, poiche' queste gli ricordano il passato, le visite ai vecchi parenti che regalavano caramelle o frutta secca, o alle suore generose che allungavano sempre una brioche o una gazzosa dal refettorio.

Wednesday, 12 December 2012

Ancora pensieri

Ho ancora sete della tua pelle.

Alla distanza alla quale vorrei essere ora, essa non apparirebbe piu' come un tessuto omogeneo, anonimo, un rivestimento artificiale per quanto grazioso di un corpo invisibile e nascosto, ma rivelerebbe una natura viva di mosaico, ed ogni tessera poiche' diversa e tua, e calda, odorosa, salata o dolce, io dovrei conoscere individualmente attraverso i sensi.

L'aderenza, lo scorrere lento del labbro che strofina quasi la pelle, che all'altezza della natica contiene, premendo in misura perfetta l'agile, soda muscolatura solo nelle posizioni dell'amore, mi sapra' dissetare una volta di piu'.

Tuesday, 11 December 2012

Curiosare


Non avro' mai a che fare con un analista, ma questo non significa che non sia curioso di me, dei meccanismi che ciclicamente complottano per l'allegrezza o il malumore che mi allietano o affossano, ne' che abbia paura di svelare chissa' quale segreto, o di scoprire una verita' perfino peggiore di quella gia' amara nella quale temo d'essere intrappolato.

Societies

Ho ormai poche energie, sufficienti quasi solo per lavorare, ma non muoio, o forse non mi lascio morire.

Monday, 10 December 2012

Mi ha avvicinato a te, capisci?



Ho indugiato un po' sulla mia ferita, e l'ho fatto con l'occhio freddo, distaccato del medico, che e' lo stesso del paziente, quando questi e' abituato da una vita alla familiarita' con il male.

Un'eco di deserto

Cio' che vivo e' un'esistenza precaria e fallimentare, esattamente come da copione.

La mia ambizione piu' alta, stando cosi' le cose, e' fare degli attimi di dolore atroce che di tanto in tanto mi ustionano altrettante gestazioni: di pensieri, di riflessioni, di amore dopotutto.

Sunday, 9 December 2012

Progressione geometrica, e poi Darha

Questo male somiglia ad una progressione geometrica.

L'alimenta in primo luogo una frustrazione meschina, e quindi lo rinforza l'amarezza di questa consapevolezza, e ancora l'amplifica la coscienza che entrambi detti elementi potrebbero gravare anche su di te, ed e'poi un infinito ripetersi di conflitti interiori ad estenderlo oltre l'intelliggibile di questi primi termini.

Saturday, 8 December 2012

Un lungo ragionamento

Quando ero bimbo, io della deformita' non mi curavo.

Nessuno, d'altra parte, sembrava farne motivo di discriminazione: perfino la sua manifestazione piu' evidente, il 'buco', la denominazione tecnica penso sia 'pectus excavatum', non mi dava alcuna preoccupazione, tanto piu' che mia madre, con una pena allora impercettibile, e che solo il tempo avrebbe sussurrato al mio orecchio, e solo in forma di memoria, di tanto in tanto l'associava anche allo 'zio', il viaggiatore, l'avventuriero, il motociclista avvezzo alle metropoli quanto al deserto e alle foreste.

Friday, 7 December 2012

Saltellare allegramente


 I miei sbalzi d'umore, impetuosi, improvvisi, perentori, mi spaventano, mi stupiscono, e mi incuriosiscono.

Mi spaventano, e per delle buone ragioni: non solo sono amplissimi, in un istante passo da un'euforia quasi ipertrofica ad uno stato di prostrazione assoluta, e mi piega cattivo il peso delle mancanze che ho patito durante tutto lo svolgimento della mia ignobile vita del cazzo, ma soprattutto vengono innescati dal nulla, e questa imprevedibilita' mette me ed il prossimo alla merce' di una sillaba, di una confessione, di una prova d'amicizia perfino.

Wednesday, 5 December 2012

Chissa' ...

 Chissa' cosa vuol significare, una donna, se per esprimersi non usa un linguaggio convenzionale e collaudato, ma deve, o meglio, sceglie di ricorrere invece che al protocollo al simbolo, e di rinfozare un pensiero non con l'argomento ma con il gesto, e poi infine confida nell'intesa illeggibile della reciproche suggestioni piu' che nell'empirica, salda, solida logica della ragione e dei sensi.

In questi 'misteri di assenza'*, dai quali pure io esulo, nasce la mia devozione sacra per te.

* M. Yourcenar.

Tuesday, 4 December 2012

Devo confessarti una cosa

Devo confessarti una cosa.

Tu sei abituata ad avere a che fare con un collega serio, operoso, a tratti stacanovista e certe volte perfino noioso, ma devo avvertirti: se mi dici che una tua amica, giovane, carina, tenerella e tanto graziosa si ricorda di me, io in un istante mi trasformo, e divento un solare giocherellone, e divento un bricconcello adorabile, e piu' leggero di una piuma saltello di idea in sogno.

Sunday, 2 December 2012

Pensieri al mio fianco


Camminare in citta' la mattina, il primo giorno d'inverno, e' ancora meravigliarsi di un inatteso velo di brina che la notte ha posato su ogni cosa, ed e' dunque godere una volta di piu' di quello straordinario istante in cui la mente, ancora intorpidita dal sonno, inconsapevole delle esatta coordinate spazio-temporali di 'oggi' e 'qui', si stiracchia innanzi alla sorpresa, e immagina, si lascia trasportare, gioisce.

Saturday, 1 December 2012

Curiosita' etimologiche

Abbandono qui una noticina che, se non esistesse questo diario, scriverei a margine di un libro, o infilerei in forma di foglietto volante tra pagine ingiallite.

Gironzolavo oggi per i vasti piani dell'etimologia.

Solitamente queste mie avventure iniziano da un dubbio da risolvere o un'ipotesi da verificare o confutare, e tuttavia una volta che mi ritrovo tra le ampie pagine del dizionario o davanti alle pallide schermate del monitor, difficilmente mi accontento di soddisfare la curiosita' che in principio li mi ha spinto.

Oggi ho scoperto, e non ti nego ne' il disgusto di una definizione cosi' empirica ne' la delusione di non averci pensato prima, una radice comune tra 'etnia' e 'etica', ovvero 'ἔθος', che in greco antico significa 'abitudine'.

Le riflessioni di contorno mi paiono scontate, e sono comunque noiose, prive di interesse, forse perfino pedanteria allo stato puro.

Quindi finisce tutto qui.

Ma tu ...

Probabilmente saprei farti divertire tra le lenzuola, e, pensa un po' che buffo, per uno come me raggrinzito dal male, proprio per una questione squisitamente anatomica.