Sunday, 16 December 2012

Spunti per racconti

 Di idee per racconti ne ho in continuazione.

Mi immagino parte di una famiglia di spietati assassini.
Tutti i membri di questo clan, fin dalla piu' tenera eta', sono addestrati per portare a compimento la piu' radicale delle soluzioni per un problema, di lavoro, di gelosia, di affari: l'eliminazione fisica dell'uomo o della donna, degli uomini o delle donne, che ne sono causa.

A chi entro l'eta' di 8 anni dimostra scarsa propensione all'assassinio, viene assegnato il compito di gestione degli affari della casa, amministrazione dei beni, cura delle relazioni sociali, educazione delle nuove leve.

Chi fallisce anche in questa mansione, viene eliminato senza pieta' con una cerimonia che ha luogo al compimento del 14 anno di vita, al quale tutti i membri adulti della famiglia partecipano, ed allo stesso modo e' mandato a morte ogni nuova leva esterna, un marito, una moglie, che non accetti di entrare a far parte del nostro ordine.

Ricorrere a queste soluzioni estreme comunque e' una necessita' che viene messa in pratica assai di rado, dacche' sia il seme che l'attitudine ci porta a educare o scegliere in modo da garantire un successo certo.

Al di la dei meccanismi ed i riti circa l'arruolamento, l'esecuzione e la riscossione, la vita di ognuno di noi ha l'esteriorita' di quella di membri di una borghesia benestante e conservatrice, come il censo suggerisce.

Io, ad esempio, sono un magistrato, altri sono architetti, notai, medici, e i nostri figli ed i nostri nipoti frequentano le migliori scuole private d'Europa, e i giovani universita' prestigiose o studi di affermati professionisti.

Io non mi sono sposato, ma mia sorella ha avuto, da un celebre pianista napoletano che ci sa fare con la colt meglio che con la tastiera, due bellissime figlie di 16 e 17 anni, due splendidi, letali serpenti a sonagli assieme alle quali ho gia' avuto modo di portare a termine diverse operazioni.

Nel mio lavoro mi e' capitato spesso di avere a che fare con grossi criminali, assassini, sbandati e balordi, ma piu' recentemente, in ragione dell'invasione delle ricche regioni del nord da parte della malavita meridionale, anche con esponenti del crimine organizzato.

Nessuno puo' discutere la mia etica professionale: ogni cosa che facciamo, noi la facciamo al meglio, ed il motivo per cui macchiamo di sangue le nostre mani non e' sciocca avarizia o gratuita violenza, ma risiede in un culto di cui tu non saprai mai nulla, a meno che tu non decida di unirti a me.

(questo e' uno dei motivi per i quali non mi dedico seriamente a sedurti: non ho ancora capito se sapresti accettare il nostro culto, o se invece finirei, facendoti cedere, solo per condannarti a morte).

Cosi' l'opera di magistrato mi ha portato ad indagare sugli interessi di questo o quel capofamiglia, e la reazione della mafia non si e' fatta attendere, ed e' stata la piu' ovvia, la piu' sciocca, ed esattamente quella che, per gloria del nostro Dio, mi auguravo.

Questi cani minacciarono le mie nipotine, dando prova di conoscerne le abitudini, ovvero accennando all'orario delle loro lezioni di violino, all'indirizzo dell'istituto scolastico, all'abbigliamento che indossavano di solito quando uscivano per gli esercizi di equitazione.

Sulle prime non capirono.

I picciotti mandati a mincacciare, intimidire, o violentare le ragazze, non facevano neppure in tempo ad abbandonare il loro paese, giu' in Calabria, che un incidente stradale, una fuga di gas o un improvviso malore gia' l'aveva uccisi.

Quando decisero di muovere i loro killer, le carte pregiate del loro mazzo, iniziarono ad insospettirsi, ma l'efferatezza dell'assassini, li abbiamo squartati, fatti crepare dissanguati dopo averne amputati gli arti, massacrati a colpi di kung fu, avvelenati fino a farne scoppiare gli organi interni, era tale che non potevano immaginare che fossimo noi, io, il probo, serio e sobrio magistrato, il responsabile.

Indeboliti, credendosi vittime di una minaccia radicata nel loro territorio, rinunciarono alle pretese di conquista, concentrandosi  con l'unico fine di riaffermare il proprio controllo sul dominio natale, ma finirono per trovarsi perseguitati da migliaia di cittadini arrabbiati e non piu' intimoriti, visto che molti dei palloni gonfiati che avevano fatto il bello ed il cattivo tempo erano finiti in poltiglia, e cosi' svanirono in un lago di sangue di vendette.

Poi c'e' una bella digressione sugli sfaccendati, gli smidollati, i figli di papa'.

Mi piacerebbe un racconto di degenerazione e fallimento, e di superbia che si spezza come un'unghia, insomma, una traduzione in prosa del testo beffardo e tremendamente pungente di 'Like a rolling stone'.

Ancora c'e' quell'idea che vorrei discutere con Adriana: io e lei, naufraghi su un'isola maledetta, dove indizi angoscianti suggeriscono morte ed un'unica soluzione, quasi impraticabile, per scampare agli zombie che se ne sono impossessati (ovviamente noi due sapremo cavarcela benissimo, ma sara' dura!!).

Poi ci sono le storie buffe e atroci, cose terrificanti che la mente mi suggerisce come gioco macabro, e che ovviamente mai vanno oltre l'idea!

Ho visto su di una parete l'ennesima fotografia di gattino smarrito, il giovane Charlie.

Chiedono informazioni, promettono una ricompensa.

Ecco, io ho pensato che sarebbe inumano e perfetto prendere delle ossa di coniglio, metterle in una scatola, e recapitarle a destinazione, con un bigliettino che indichi 'Charlie'.

Certo, in effetti la perfezione, agghiacciante, la realizzerei solo se usassi le ossicina di Charlie.

Ma uffa ... l'acido nel quale l'ho sciolto non ha lasciato nulla di lui!

:D

PS: Io amo i gattini, e il primo che prova a far male ad un animale domestico lo polverizzo!

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