Sunday, 30 December 2012

Pensieri


Di ritorno in Italia, i miei pensieri si sono concentrati su contrasti che il lavoro frenetico all'Università, ed una forma molto particolare di solitudine hanno non tanto smussato o nascosto, ma piuttosto adulterato.

Qui, e qui solamente d'altra parte io mi confronto con ciò che penso sia la normalità.

Il dizionario vuole siano sinonimi 'ragionevole' e 'razionale', ma l'udito per il suono, e lingua e labbra per contrazioni e vibrazioni, distinguono questi due termini.

Ragionevole è una dolce concessione, suggerita e offerta dall'intelligenza, mentre razionale è un severo monito della stessa.

Ragionevole media, consola, cerca un compromesso.
Razionale è quasi sprezzante, e gelido, e insensibile perfino all'esigenze dell'anima.

Io mi affido quasi sempre alla ragionevolezza, è una delle vesti della mia ipocrisia, ma so essere inflessibilmente razionale.

Analizzo allora dividendo quantità che l'amore, l'abitudine, le convenienze del quieto vivere vorrebbero indistinguibili, giunte, irriducibili: le so poi ulteriormente vivisezionare, ed osservare vive, in agonia o inerti senza nausea nè fretta.

Riesco poi a ricomporre, a sviluppare, a seguire gli eventi nelle combinazioni che ad ogni biforcazione protasi e apodosi distribuiscono nel grande dominio degli eventi possibili ...

Così opero su me stesso ed il mio prossimo, quando affido alla razionalità il compito di gestire la scena.

Ma io sono anche sentimentale, anzi: emotivo.

E' straordinaria la catena che lega queste due parole, non trovi?

Ciò che i sensi mi comunicano io trasformo a volte in movimento interiore, colmando in un istante una distanza sulla quale i filosofi, i religiosi ed i poeti si sono interrogati da sempre, quella tra anima e corpo, ch'io in certe circostanze so essere nulla.

Vorrei spiegarti l'ampiezza infinita di questo intrecciarsi di sensi ed emozioni, ma tu non sei qui in questa stanza, non mi aspetti seduta in poltrona o già sdraiata nel letto, e allora posso solo immaginarne degli estremi: la tua nudità, e la mia scontata erezione, un tuo sguardo qualsiasi, e l'innamoramento che non conosce o detesta argini, saggezza, alternative.


Io sono due individui che si contraddicono a vicenda.

Così io sarò sempre, e la mia sarà una scelta deliberata.

Non ignoro comunque che forse questa contaminazione renda impossibile accettarmi, volermi bene, cercare in me qualcosa di gestibile, prevedibile e amabile.

4 comments:

  1. Buon anno Gio! :)
    Regaliamoci tanta salute e serenità!
    Un bacio!

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    1. Si, si, SI!

      Dove devo firmare?

      Ciao Sara!

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  2. Qualsiasi ponderazione per profonda ed unica che sia riporta, dal semplice al complesso, alla contraddizione tra i due individui.
    Perchè siamo due quando riflettiamo. Siamo uno quando siamo immanorati.
    Non c'è via di scampo.
    L'unità nell'amore e nella gioia. La dualità in tutto il resto.
    Imprigionati nella dualità.
    Siamo imprigionati e geneticamente manipolati da qualcuno.
    Riuscire a spegnere il cervello meditando attraverso il respiro e l'esercizio, osservando i pensieri e lasciandoli scorrere come proiezione di un film di una vita appartenente ad un altro. Forse è questa la chiave per accedere ad altri dimensioni che intuisco così vicine ma che di fatto sono lontane. Riuscire a spegnere il cervello senza farlo morire. Sognare e ricordare i sogni.
    Ne parliamo all'anno nuovo.
    Piacere di conoscerti.
    Ciao.

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    1. Il piacere Gianni è davvero reciproco.
      E di certo ne parleremo ancora il prossimo anno, e speriamo di averne di sogni, donne, bellezza da discutere!

      A presto

      Gio

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