Sunday, 2 December 2012

Pensieri al mio fianco


Camminare in citta' la mattina, il primo giorno d'inverno, e' ancora meravigliarsi di un inatteso velo di brina che la notte ha posato su ogni cosa, ed e' dunque godere una volta di piu' di quello straordinario istante in cui la mente, ancora intorpidita dal sonno, inconsapevole delle esatta coordinate spazio-temporali di 'oggi' e 'qui', si stiracchia innanzi alla sorpresa, e immagina, si lascia trasportare, gioisce.


E' ben'inteso che l'inganno dura solitamente una sola frazione di secondo, e tuttavia i pensieri, quelli della protasi e dell'apodosi, quelli tanto a lungo trattenuti, che si traducono in una forma di disattenzione o, se preferisci, infatuazione metafisica, ti distolgono tanto spesso dal reale che ogni dettaglio percepito e' una ricaduta, e conosce ogni volta un nuovo stupore.

Cosi' camminavo oggi lungo il perimetro del parco, ed in mente danzavano idee gia' primaverili, ed altre, odierne, pertinenti, aspre, zoppicavano goffamente.

Le foglie, paralizzate dal gelo, erano per un istante carezzate da un'illusione: il sottile strato di ghiaccio era polvere di cenere di caminetto, e il crepitio al mio passaggio non rottura d'architettura ghiacciata, ma quella del fuoco di una casa lontana, dove soli invecchiano due genitori che amo.

Ho poi incontrato una bella bambina, una biondina irriverente, che passeggiava in spalla al suo babbo.

Mi ha salutato, quella reginetta che sovrastava il mondo, ed io, il piu' fedele dei suoi sudditi, ho ricambiato accennando un inchino.

Mi ha ripagato dell'infinito quel viso allegro di bambina: mi ha ricompensato di tutte le rinunce e mancanze che hanno tutelato, in deroga alle leggi di natura, il mio spirito gentile e sognante.

In citta' poi, non vi tornavo da settimane, ho incontrato una donna stupenda.

Non ce ne sono quante ne immagini, ma di donne dai capelli rossi e la pelle opalescente mi capita di tanto in tanto di trovarne.

Era esile, piuttosto alta, elegante in giacca a vento e pantaloncini, ma come puo' esserlo solo chi e' piu' vicino ai quaranta che non ai trenta: emergeva per portamento, non per procacita'.

Era li, all'incrocio con la sua bicicletta, e parlottava, m'e' sembrata annoiata, con due uomini.

Mentre le passavo accanto, solo per un istante si sono incrociati i nostri sguardi, ho pensato che la nudita e' parziale per molte donne, la impedisce spesso una forma di pudore che la trattiene dentro, altre volte la volgarita', che invece la sputa fuori, quasi sempre proprio la carnagione, che nasconde, ma che per quella creatura che aveva come smarrito o concentrato tutto il rossore della pelle nei capelli e nelle labbra pur sottili, e che pudore e volgarita' aveva fatto oggetto di disciplina e controllo, davvero avrebbe potuto essere completa, totale, perfetta.

Sono tornato a casa prendendo il 30.

4 comments:

  1. davvero bello leggerti!:)
    Notte Gio

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  2. La ragazza dalla pelle opalescente e i capelli tiziano ti ha preso come solo un incrocio di sguardi e basta può fare.

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