Monday, 10 December 2012

Mi ha avvicinato a te, capisci?



Ho indugiato un po' sulla mia ferita, e l'ho fatto con l'occhio freddo, distaccato del medico, che e' lo stesso del paziente, quando questi e' abituato da una vita alla familiarita' con il male.

Poi, rassicurato, mi sono deciso a uscire di casa, nonostante il freddo pungente consigliasse il contrario.

Mi sono concesso un pomeriggio di assoluta pace, e ne ho profittato per fare due passi nella mia splendida citta'.

La confusione del centro era quella delle feste, e' sempre cosi' nei sabati che assediano il Natale, ma chi e' stato capace di catturare la mia attenzione era preda del bisogno, o gia' sconfitto dall'abbandono.

Ne ho visti diversi: mendicanti, vecchi e giovani, che si inventavano le scuse piu' ridicole per rimediare qualche penny, e poi ubriachi, e poi un vecchio malato di mente.

...

Di pazzi ne ho incontrati parecchi nella mia vita.

C'era quel paziente di mio padre, che cerco' in piu' di un'occasione di ucciderci, in una circostanza solo l'eroismo del babbo mi salvo' da una morte o comunque un destino orribile, e poi i bisognosi cui la mamma ha aperto la porta d'ingresso di casa nostra, per rimediarvi anche amarezza e delusioni, ed ancora i malati coi quali condividevo la fisioterapia, i ragazzini down, le vittime ormai assenti di incidenti stradali ...

...

Nei vecchi, e' la puzza d'urina il dettaglio piu' severo.

Piu' delle balbuzie, piu' di un difetto di pronuncia, piu' dell'andatura incerta e' quell'odore aspro ad insospettire, infastidire, marchiare.

Ai tempi dell'Universita' spesso alle lezioni prendeva parte una vecchia dalla pelle ingiallita dall'incuria ed un bizzarro fanatismo, gonfia e lucida piu' del grasso fin nei capelli, maleodorante oltre l'immaginabile, vestita di stracci, lacci e nastro adesivo.

Durante le esibizioni dei nostri teorici, meravigliosi acrobati della lavagna, ogni tanto interveniva con commenti assurdi, urletti striduli, articolate esposizioni meteoriche.

D'inverno il gelo imponeva di tener chiuse le finestre, ed ogni tanto, quando si strappava una strisciolina di scotch dal viso o dalle gambe, le teneva per non far scappare l'energia, un tanfo nauseante investiva noi tutti.

Non ricordo una sola cattiveria da parte nostra nei confronti di quella presenza davvero ingombrante, difficile e sgradevole, ma ho ben presente l'immagine di un autobus, un giorno di pioggia, rallentare, affiancare il marciapiedi ed aprire le porte prima della fermata, quindi far scendere di corsa i passeggeri, e poi ripartire a razzo, e abbandonarla li, urlante ed infreddolita, in mezzo al nulla.

E' il gelo il destino, amica mia, quando puoi contare solo sulla pieta' umana.

Io non voglio, io non devo!

Cosi' non possono stupirti i miei lunghi ragionamenti, l'insistere su questioni all'apparenza minuscole, e la tenacia con la quale voglio preservare la mia dannata sensibilita'.

Non cercare soluzioni di provata efficacia, nascondere ma non seppellire il mio cuore ... questa follia mi uccidera' forse, hai ragione.

Ma lei sola, null'altro, mi ha avvicinato a te.

Capisci?

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