Sunday, 23 December 2012

In quanti modi so amare?


In quanti modi so amare?

A questa domanda dopotutto innocua, che lascia intendere semplice fantasia, corrisponde la stessa risposta che argina un quesito diverso, intrinsicamente osceno ed egualmente pressante nella mia testa: quante donne so amare?

Mi pare che tra tutte le capacità che mi riconosco, tenacia, tenacia, e tenacia, sia proprio amare la più eccezionale ch'io possegga.

Io ho dentro la gentilezza dell'amante premuso, le parossistiche evasioni del perdutamente'innamorato, i progetti segreti del complice inconfessabile e nascosto, le voglie crude del compagno di giochi ed esperimenti erotici ...

Amo Valentina.

O meglio, riesco ad amare Valentina nonostante x, y e z siano elementi evidenti, certamente ridicoli dal di fuori, di lontananza, dissonanza, fraintendimento.

Per arrivare alla piccola stanza dove Valentina possedeva ogni cosa, gli scaffali, dove la sua figura era manipolatrice e moltiplicatrice di desideri, le pareti, sulle quali esibiva tutte le sfacettature dell'animo suo, e
perfino un angolo dove, un manichino dal caschetto corvino e le labbra socchiuse, illuminava di bellezza noi suoi interlocutori, da Piazza Duomo si prende per la Galleria, quindi si segue una viuzza che s'allinea con il perimetro laterale della Scala, si supera Piazzetta Cuccia, e si segue una stradina silenziosa fino all'ingresso di un cortile elegante, tipico gioiello di certi palazzi Milanesi.

Non ho mancato di percepire un solo istante come forzato, innaturale, assurdo il pensiero di accompagnarti fino li, fino a quella tua casa.

E tuttavia erano sovrastanti la curiosità, la fame, lo stupore di esserti vicino, di osservarti, di sentirti e sfiorarti dall'unico punto di vista privilegiato che è quello dell'amante.

Non temere.

Il mio sforzo sovrumano si completa senza richiedere altro che sparsi elementi di concreta verità: la tua esistenza, anche se lontana, irraggiungibile, la mia fantasia, la dedizione bizzarra di amante delle donne quanto di te, capace di contenere e rinnovare ogni nuovo incontro.

Così, in quest'assenza di fatti, norme, buon senso, un giorno non è qualsiasi, se solo screziato dei mille colori tuoi.

Avrei voluto prenderti una t-shirt, mi avrebbe per altro concesso una scusa di più per scrutare o immaginare il tuo bel seno, ma purtroppo le poche in vendita non erano belle come questa borsa a tracolla.

Il mio giudizio estetico in verità si riferisce alla sola immagine di Valentina, che qui è perfetta.

Ciò che qui vedo è il viso di una donna che riesce a fare a meno della presenza dell'uomo per raggiungere picchi altissimi di sensualità e fascino.

L'introspezione, di cui tu sei la più evidente rappresentante, d'altra parte può contenere e dunque donare tutta quella varietà di esperienze e desideri, non necessariamente lascivi, che fanno di una donna l'oggetto altissimo di venerazione che io amo.

E' esattamente per questi punti di contatto e somiglianza, non solo per il richiamo comune a L. Brooks, che tu sei Valentina.

1 comment:

  1. This comment has been removed by a blog administrator.

    ReplyDelete